Social selling & Advertising

Oggi frequentiamo il web in modi molto differenti da come succedeva pochi anni fa: le nostre abitudini quotidiane sono scandite da una costante connessione alla rete attraverso diverse tipologie di dispositivi e, tramite questi, a differenti punti di contatto con chi vende online.
I più importanti “touch point” digitali sono i motori di ricerca e i social network.

Farsi trovare è sufficiente per un ecommerce?

Farsi trovare è sempre un fattore determinante per chi vende online, ma comparire nei risultati di Google, da solo, non basta. Soprattutto se il nostro obiettivo è la vendita.
È proprio sui “Social” (Facebook, Instagram, Linkedin, Twitter, TripAdvisor, etc.) che ci giochiamo la partita, creando un nuovo livello di relazione con la nostra clientela, potenziale o acquisita, perché il paradigma di comunicazione con il cliente è cambiato, assieme ai suoi comportamenti.

Prima di acquistare un nuovo prodotto ci informiamo di più, valutiamo recensioni e consigli, “ascoltiamo” e “pesiamo” i pareri di chi, prima di noi, ha fatto quell’acquisto. Andiamo a vedere sui social come si comporta l’azienda, che immagine da di sè, quanto seguito ha, che commenti ci sono a ciò che pubblica e via discorrendo.

Siamo molto più attenti, più informati e abbiamo molta più consapevolezza del nostro ruolo di consumatori.
Siamo consapevoli che il nostro giudizio conta e siamo attenti ai giudizi degli altri.

L’esperienza personale al centro del percorso di acquisto.

Da sempre (molto prima che nascessero i social network) le nostre decisioni vengono influenzate dal parere altrui. È ciò che Robert Cialdini, nel suo famoso libro “Le armi della persuasione”, chiama la “riprova sociale“.
Le aziende più attente hanno capito perfettamente questo meccanismo e, proprio per questo, mettono al centro di tutto l’esperienza utente, la relazione e il dialogo con lui, puntando sulla creazione di vere e proprie community dei propri consumatori.

Tutto questo non può più essere gestito con un call center o un numero verde, ma deve essere costruito ed alimentato là dove il pubblico si aspetta di trovarci: sui social network che frequenta quotidianamente.

Non esserci significa lasciare il posto a qualcun altro.

Focus

Il network è la prima ricchezza di un social seller: grazie ad esso nascono relazioni H2H (Human to Human) che potrebbero trasformarsi in relazioni B2B (Business to Business). Ecco perché è vivamente raccomandato creare connessioni e non collezioni di contatti che non abbiano un valore e una motivazione professionale.

Dati utili

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Rappresenta la percentuale di aziende che adottano il social selling ottenendo un incremento delle vendite nei successivi 12 mesi.
Nel B2B, 3 buyer su 4 usano i social media: il 45% utilizza LinkedIn, il 20% Twitter.