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09set

Diritto di recesso online: cosa devi sapere

La vendita attraverso e-commerce è sicuramente uno degli strumenti più potenti di cui un’azienda si può avvalere per far decollare il proprio business. E’ fondamentale, però, essere a conoscenza di tutte le implicazioni legali che questo tipo di canale comporta, tra cui una delle più importanti è il diritto di recesso.

Nel nostro Paese questo aspetto normativo è regolato dal Codice del Consumo, che accorda specifiche tutele al consumatore digitale tenendo conto delle criticità che comportano gli acquisti online, in particolare l’impossibilità di esaminare immediatamente il prodotto.

Vediamo insieme quali sono gli aspetti da tenere in considerazione.

  • Il consumatore ha diritto ad esercitare il recesso anche senza giusta causa?

Sì, il legislatore ha accordato un lasso di tempo per esercitare questo diritto, che non può essere inferiore ai 14 giorni, decorrente dalla data di consegna del prodotto. Come si accennava, questa opportunità viene concessa in quanto l’acquirente non ha la possibilità di vedere il prodotto al momento dell’acquisto e può approfittarne anche se l’oggetto è privo di difetti o vizi di conformità.

  • Il diritto di recesso si applica a tutti i tipi di prodotti?

No, il legislatore ha previsto nell’art. 60 del Codice del Consumo tutti quei prodotti per cui è escluso il diritto di recesso. Parliamo di prodotti personalizzati o realizzati su misura oppure di quelli che sono soggetti a rapido deterioramento o ancora di quei beni che sono consegnati sigillati e che non possono essere restituiti, una volta aperti, per ragioni igieniche o comunque legate alla salute.

  • Come si esercita il diritto di recesso?

Il cliente deve informare il venditore, prima della scadenza del periodo accordato dalla normativa, della sua volontà di esercitare il diritto di recesso utilizzando il modulo messo a sua disposizione da parte dello stesso venditore oppure presentando una qualsiasi dichiarazione da cui si evince chiaramente la sua volontà di recedere dal contratto.

  • Una volta esercitato il diritto di recesso, entro quanto tempo il consumatore deve restituire il bene al venditore?

Il cliente deve restituire il prodotto senza indebito ritardo o comunque non oltre i 14 giorni dalla data in cui ha comunicato al merchant la sua decisione di recedere.

  • Entro quanto tempo il venditore deve rimborsare il prezzo pagato dal cliente recedente?

Le tempistiche previste dal legislatore, anche in questo caso, sono di 14 giorni dalla data in cui viene informato della volontà dell’acquirente di recedere dal contratto. Ovviamente, il venditore ha la facoltà di trattenere il rimborso fino al momento in cui il cliente non dimostri di aver spedito i beni, a meno che il ritiro non spetti allo stesso merchant.

  • Cosa succede se non informo i clienti del diritto di recesso?

Il venditore è tenuto a rendere note sul sito le condizioni del diritto di recesso, in caso contrario lo stesso verrà esteso di ulteriori 12 mesi oltre ai 14 giorni previsti (per un totale di 12 mesi e 14 giorni) dalla data di consegna dei prodotti. Inoltre, il venditore potrebbe anche incappare in sanzioni di tipo amministrativo da parte dell’Autorità Antitrust Italiana.

  • Il venditore deve rimborsare all’acquirente le spese di spedizione?

Se erano a carico del consumatore, la normativa prevede il rimborso.

  • Chi deve pagare le spese di spedizione del prodotto reso?

In questo caso la scelta è a discrezione del venditore, qualora il bene venga restituito senza giusta causa. In presenza di vizi o difetti di conformità, invece, l’acquirente è sollevato da ogni onere.

  • Cosa succede se l’acquirente ha danneggiato o logorato il bene oggetto del diritto di recesso?

Il consumatore non deve utilizzare né rovinare i prodotti, pena una limitazione nel suo diritto di recesso o di rimborso. E’ comunque unicamente responsabile di una diminuzione del valore del bene dovuta ad un uso diverso da quello necessario per valutare la natura e le caratteristiche dell’oggetto. Nel caso in cui, però, il venditore abbia omesso di informarlo del diritto di recesso, quest’ultimo non è in alcun caso responsabile per la diminuzione di valore del bene.

  • Che normativa occorre applicare in caso di clienti stranieri?

La normativa italiana è allineata a quella degli altri Stati dell’Unione Europea, ma è da tenere in ogni caso presente che la legge applicabile per quanto riguarda il diritto di recesso è quella del Paese del consumatore ed è quindi consigliabile esaminare ogni singolo caso.

16giu

Come scrivere una scheda prodotto che funziona

Decidere di aprire un ecommerce è per un’azienda una scelta molto importante e strategicamente indovinata, poiché ormai gli acquisti attraverso i canali elettronici sono in costante crescita. Rimanerne fuori comporterebbe il rischio di perdere significative quote di mercato.

Una volta intrapresa questa strada, però, bisogna cercare di far fruttare al massimo il proprio investimento e questo comporta un impegno nella gestione del sito, con l’obiettivo di promuoverlo, aumentando così il suo popolamento. Ma come si fa? Sembrerà banale, ma un ruolo molto importante in questo processo lo gioca la scelta dei prodotti da vendere e il modo in cui vengono presentati all’utente.

PERCHE’ SCRIVERE LA DESCRIZIONE DEI PRODOTTI

A primo impatto può sembrare un’attività noiosa e di scarsa utilità, in quanto si presume che l’utente già conosca il bene che sta cercando e le sue caratteristiche, ma non è sempre così. E’ vero che oggi i clienti sono sempre più informati, ma lo è anche il fatto che spesso cercano sul web prodotti che non possono “toccare con mano” e quindi hanno bisogno di tutte quelle informazioni che gli permettano di sopperire a questa mancanza.

In particolare, una buona descrizione del prodotto (che comprende i testi, ma anche le immagini e tutte le informazioni ritenute rilevanti) comporta due vantaggi:

  • Aiuta ad aumentare le vendite.

Oltre a permettere all’utente di trovarti più facilmente, un descrizione approfondita lo tranquillizza, facendolo sentire più sicuro sulla qualità del prodotto in oggetto, tanto da spingerlo a completare il processo d’acquisto. Descrizioni poco accurate, infatti, rendono l’utente insoddisfatto e aumentano il rischio di recensioni negative e/o tassi elevati di reso dei prodotti.

  • Permette di aumentare la quota di mercato.

Avere delle pagine di prodotto ben redatte contribuisce ad accrescere la tua presenza digitale e, di conseguenza, le tue vendite. Descrizioni efficaci attirano maggiormente l’attenzione dell’utente, generando più probabilità di vendite e più feedback positivi (che aiutano ad aumentare il ranking del sito). Questo ultimo fattore darà una maggiore visibilità al tuo e-commerce, facendogli guadagnare una quota di mercato maggiore e più conversioni.

DARE INFORMAZIONI

Visto che il cliente del nostro e-commerce non potrà toccare con mano il prodotto prima dell’acquisto, è nostro dovere dargli tutte le informazioni necessarie, illustrandone nel dettaglio caratteristiche e punti di forza: l’obiettivo è quello di coinvolgerlo e convincerlo che il nostro prodotto è quello più adatto per lui.

Nel redigere la descrizione dobbiamo metterci nei panni del cliente e capire quali domande potrebbe porsi al momento di voler acquistare il nostro bene. Dovremmo chiederci quindi:

  • Di quale oggetto si tratta e di cosa è fatto?
  • Che dimensioni ha?
  • Quali sono le sue caratteristiche principali o i suoi segni particolari?
  • Ha una storia degna di essere raccontata?
  • Qual è il metodo di pagamento offerto?
  • Le spese di spedizioni sono comprese o no?

Queste sono solo alcune delle domande che sicuramente un qualsiasi utente medio si porrà al momento di scegliere il prodotto da acquistare, quindi sarà utile per l’azienda anticipare i suoi dubbi in modo da tranquillizzarlo e dargli tutte le risposte di cui avrà bisogno.

Una descrizione efficace, inoltre, non solo predispone il cliente all’acquisto, ma riduce sensibilmente il rischio di reso e tutti i problemi che questo comporta.

RACCONTA UNA STORIA

Gli utenti di internet sono ormai bombardati ogni giorno da pubblicità ed offerte, quindi, per fare in modo che scelgano noi al posto di altri competitor, dobbiamo comunicare al cliente il valore in più che distingue il nostro prodotto dagli altri: è importante raccontarne la “storia”. Perciò nella descrizione diremo qual è la caratteristica più apprezzata, quale potrebbe essere il suo impiego, metteremo in evidenza il valore dell’oggetto in questione ed il risparmio che l’acquirente otterrà comprando da noi.

CHI E’ IL TUO CLIENTE IDEALE?

Capire chi leggerà la descrizione del prodotto è forse la cosa più importante: per vendere occorre, infatti, capire qual è il nostro target, in modo da poterlo approcciare nel modo più idoneo. Utilizzando un linguaggio comprensibile per l’acquirente, questo si sentirà a suo agio e si convincerà più facilmente ad effettuare il suo acquisto con noi.

Lasciamo quindi le caratteristiche tecniche in fondo alla pagina e diamo priorità all’esperienza che il consumatore farà con il nostro prodotto, ai problemi che questo gli risolverà ed ai benefici ad esso correlati.

COSA NON FARE MAI

  • Lasciare le descrizioni incomplete: non bisogna avere paura di dire troppo, anzi, nella descrizione del prodotto possiamo dare sfogo alla nostra capacità di scrittura, cercando di mostrare tutti i suoi aspetti.
  • Non fare la lista della spesa: evitiamo il solito noioso elenco delle caratteristiche dell’oggetto (come ad esempio dei materiali di cui è composto), ma cerchiamo di scrivere una scheda prodotto che sia capace di attrarre e coinvolgere l’utente, utilizzando termini che portino il lettore ad immaginare di toccarlo.
  • Assolutamente no al maiuscolo: nel mondo di internet, è consuetudine ormai evitare di scrivere interi testi in maiuscolo in quanto il messaggio che si vuole trasmettere si percepisce come “urlato”. Meglio dunque optare per il minuscolo, che risulta più cordiale e facile da leggere.
  • Non copiare dal sito concorrente: la descrizione deve essere originale, quindi è assolutamente vietato copiare il testo da un altro sito che vende lo stesso prodotto. Oltre alle motivazioni “tecniche” alla base di questo consiglio (Google penalizza i contenuti copiati), c’è anche una ragione più relazionale: se vogliamo che i consumatori ci scelgano dobbiamo offrirgli qualcosa in più, partendo proprio dalla descrizione del prodotto che sono interessati a comprare.
10giu

Crazy Web Shopping: la “notte bianca” dello shopping online

Dopo il successo ottenuto dalla All Night Shopping del 2015, Netcomm, il Consorzio del commercio elettronico italiano, ha lanciato un nuovo appuntamento per gli amanti dello shopping virtuale: dalle 18 di sabato 11 giugno fino alla mezzanotte di domenica 12 avrà luogo il Crazy Web Shopping.

IN COSA CONSISTE L’EVENTO

Durante questo periodo di tempo limitato, gli eShopper avranno a disposizione centinaia di prodotti a prezzi davvero convenienti messi in offerta sugli e-commerce delle aziende aderenti all’evento: dalla cosmetica all’arredamento, dall’informatica al mondo dello sport e del tempo libero, saranno tante le offerte disponibili delle più varie categorie merceologiche.

LE NOVITÁ DI QUESTA EDIZIONE

Per rendere l’esperienza dell’utente ancora più agevole, gli organizzatori hanno deciso che gli acquirenti potranno scegliere i prodotti partendo da tre categorie speciali: nuovi arrivi, edizioni limitate e sconti dal 40%. Secondo il Presidente di Netcomm, Roberto Liscia, questa suddivisione faciliterà la shopping experience dell’utente e darà maggior risalto a tutti quei siti che proporranno elementi innovativi e offerte imperdibili.

CHI PARTECIPERÁ

Tanti sono i Brand del commercio elettronico che parteciperanno all’iniziativa, tra cui Euronics, UniEuro, Profumeria Web, IBS, Carrera, Promod, Decathlon e Maxi Sport, ma l’elenco completo è possibile trovarlo sul sito ufficiale della Crazy Web Shopping.

L’evento ha ottime possibilità di rivelarsi un grande successo, come d’altra parte è stata l’edizione dello scorso anno a cui hanno partecipato oltre 150 e-Commerce, registrando 1 milione di € di acquisti (le sessioni totali registrate in occasione dell’evento sono state 660.000).

Hai un e-Commerce e vorresti aderire anche tu a questa versione online della notte bianca? Non devi fare altro che contattare il Consorzio al seguente indirizzo aderenti.cws@consorzionetcomm.it per ricevere tutte le informazioni necessarie.

01giu

E-commerce forum: il ritratto dell’e-commerce italiano

Un appuntamento sempre molto atteso da aziende e professionisti è quello con l’Ecommerce Forum, evento organizzato ormai da qualche anno da Netcomm a Milano per fare il punto della situazione sul commercio online in Italia.

COM’E’ LA SITUAZIONE NEL BEL PAESE

I dati presentati nel corso della giornata mostrano chiaramente come ormai, dal 2010 ad oggi, il mercato elettronico sia cresciuto in maniera determinante nel nostro Paese, dove si prevede che alla fine dell’anno in corso il valore degli acquisti online degli italiani raggiungerà i 19,3 miliardi di euro, segnando un +17% rispetto al 2015.

Secondo la ricerca Net Retail, realizzata da Human Highway, appare evidente, infatti, come la soddisfazione degli acquirenti online sia in crescita, risultando 12,8 milioni gli italiani che effettuano acquisti regolari (almeno una volta al mese) attraverso canali ecommerce.

Questo dato è molto significativo, soprattutto se viene considerato che gli utenti internet in Italia sono ad oggi 30,8 milioni, di cui il 60,9% fa acquisti online (solo nel primo trimestre del 2016 hanno effettuato almeno un acquisto tramite questi canali 18,8 milioni di italiani) ed il 78,7% ha acquistato online almeno una volta.

Tenendo presenti questi risultati, non sorprenderà che gli acquirenti online siano cresciuti, solo nell’ultimo anno, del 14,6% e che nel primo trimestre del 2016 gli acquisti siano stati pari a 62,6 milioni, di cui il 21% da mobile.

QUALI SONO GLI ELEMENTI DETERMINANTI DI QUESTA CRESCITA

Quello che possiamo chiamare come il Nuovo Retail sta crescendo soprattutto grazie ad alcuni fattori:

  1. La crescente familiarità con i servizi online da parte di oltre la metà della popolazione italiana maggiorenne;
  2. L’aumento di banda, anche da mobile, che consente una navigazione più rapida ed agevole;
  3. La diffusione del canale mobile, che sopperisce al declino degli accessi alla rete da PC;
  4. L’aumentare dell’offerta (sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo), ossia più retailer sono presenti nel mercato online, più aumenta l’attenzione ed il numero degli utenti interessati all’acquisto;
  5. La qualità sempre crescente dei servizi di trasporto e consegna (corrieri), che agevola la prassi degli acquisti a distanza.

Questo trend è sintomatico anche del tasso di riacquisto da parte degli utenti (“lo conoscevo già e/o avevo già acquistato”), che è arrivato addirittura a toccare il 62,5%, un forte segnale della fiducia sempre crescente in questa tipologia di mercato.

LE AZIENDE DEVONO IMPEGNARSI DI PIU’

Secondo il Presidente di Netcomm, però, in Italia il numero di prodotti commercializzati attraverso la rete è ancora troppo basso rispetto agli altri Paesi, soprattutto nel settore dell’alimentare, che è quasi assente nei canali online.

Se da un lato il numero di acquirenti online è praticamente raddoppiato, dall’altro le imprese italiane non tengono il passo e non si sono digitalizzate allo stesso ritmo, al contrario di quelle straniere: in Italia solo 40.000 aziende vendono online, contro le 800.000 a livello europeo, di cui 200.000 solo in Francia.

Questi numeri fanno facilmente comprendere come i nostri imprenditori stiano rischiando di perdere grandi quote di mercato, non solo in Italia, ma anche all’estero, mentre dovrebbero aumentare radicalmente la loro presenza online, essendo, soprattutto in questo momento storico, di fondamentale importanza per la loro sopravvivenza.

Tu ti senti pronto per fare il grande passo?

27mag

IL COMMERCIO CONVERSAZIONALE CAMBIERA’ IL MODO DI FARE ACQUISTI

L’unica regola sempre attuale nel mondo del business è quella per cui bisogna essere costantemente presenti nei luoghi frequentati dal nostro consumatore tipo e, se possibile, bisogna arrivarci per primi.

Questo principio è diventato, con il passare del tempo, una vera e propria legge di mercato, ma, se negli scorsi anni bastava essere attivi sui più importanti social network (Facebook, Twitter, Pinterest, ecc.) e rendere il più agevole possibile l’esperienza di acquisto dell’utente tramite smartphone, oggi tutto ciò non è più sufficiente.

E’ stato notato, infatti, che da un paio di anni il luogo dove trascorriamo più tempo sono le app di messaggistica, a discapito delle conversazioni sui social. Su questi ultimi gli utenti continuano a condividere contenuti e a seguire le ultime news, ma è poi tramite le app di messaggistica che prendono decisioni, condividono i propri pensieri e diventano partecipanti “attivi” nelle conversazioni.

Questo aspetto non è passato inosservato e sta portando le chat a diventare uno strumento per il business, da qui il nome di Commercio Conversazionale.

COS’E’ IL COMMERCIO CONVERSAZIONALE?

La definizione è stata coniata da Chris Messina (l’ideatore dell’hashtag) già qualche tempo fa, quando in un post annunciò che il 2016 sarebbe stato l’anno del commercio conversazionale, definendolo come segue:

… il commercio conversazionale (per come lo vedo io) consiste principalmente nell’utilizzare chat, messaggi o altre interfacce linguistiche naturali (come la voce) per interagire con persone, brand, servizi e/o bot che finora non hanno avuto un vero e proprio ruolo nel contesto di messaggistica asincrona bidirezionale.”

Quello che Chris ci vuole dire è che ben presto, entro la fine dell’anno in corso, le comunicazioni B2C avverranno in maniera considerevole tramite messaggi e che in questo nuovo modo di comunicare i BOT copriranno un ruolo importante.

Effettivamente, se osserviamo il comportamento dei colossi del settore messaggistica, possiamo notare come Whatsapp abbia già annunciato il suo ingresso nelle comunicazioni B2C, come aveva già fatto Facebook nel 2015 lanciando Messenger for Business.

Quello che possiamo dedurre da tutto ciò è che i messaggi acquisiranno un ruolo di primo piano nella comunicazione con i clienti.

COME CAMBIERA’ LA COMUNICAZIONE?

Immaginiamo di aprire una qualsiasi app di messaggistica e di scrivere “Ho bisogno di un vestito nero per il prossimo weekend ad un costo inferiore ai 100€” e di ricevere come risposta un messaggio dove si dice “Ecco il vestito nero che fa per te”, con un link ad un prodotto selezionato ad hoc, con la nostra taglia e con le spese di spedizione già calcolate in base al nostro indirizzo, che possiamo direttamente comprare senza uscire dalla conversazione.

Questo è solo un esempio di come potrà svolgersi il commercio conversazionale, ma ciò che appare evidente è che cambierà il processo di acquisto del cliente ed il modo in cui l’azienda si approccia al consumatore finale.

PERCHE’ LA MESSAGGISTICA HA COSI’ SUCCESSO?

Innanzitutto, bisogna dire che la messaggistica si rivela essere un mezzo di comunicazione intermedio tra l’email e la chat: chi scrive presuppone che l’altra persona leggerà il messaggio non appena ne avrà l’opportunità, ma se entrambe le parti sono online potranno instaurare una conversazione in tempo reale (senza contare la possibilità di sapere se il messaggio è stato letto e se l’altra parte è online/offline).

Inoltre, fattore di non poca importanza, è che le conversazioni che avvengono tramite le app di messaggistica sono “a lungo termine”, ossia non partono da zero ogni volta (come nell’email o nella chat), ma continuano sulla base dello scambio avuto precedentemente.

Infine, la comodità di avere in ordine le conversazioni in base alle interazioni più recenti, a prescindere che l’ultimo messaggio sia stato inviato o ricevuto, e questo aspetto differenzia la messaggistica dall’email, dove l’anteprima viene data solo a quelle in posta in arrivo.

Questi elementi rendono la messaggistica un canale comodo e diretto ed è quindi comprensibile che le aziende decidano di trarne vantaggio per migliorare la comunicazione con i propri clienti, instaurando quel rapporto che va al di là del B2C per arrivare ad un B2I (Business to Individual).

COME CAMBIERA’ IL TUO BUSINESS CON IL COMMERCIO CONVERSAZIONALE?

  1. LA MESSAGGISTICA TI PERMETTERA’ DI NON PERDERE I CLIENTI ATTERRATI SUL TUO SITO.

Quando un utente entra nel tuo sito ed inizia una chat per avere delle informazioni, uno dei fattori chiave al giorno d’oggi è la velocità di risposta: più passano i secondi, più aumenta la possibilità che il potenziale cliente si stanchi ed abbandoni il nostro sito per sempre. Questo fattore rischio verrà contrastato dalla messaggistica: l’utente potrà, infatti, decidere il modo tramite cui l’azienda dovrà rispondere alla sua domanda, collegando alla chat l’account di Fb Messenger, Whatsapp o altri, non dovendo rimanere perciò in attesa di una risposta. Potranno quindi esserci conversazioni in tempo reale, ma sarà anche possibile per l’azienda rispondere con calma, rimanendo le risposte efficaci tanto da riportare il cliente sul nostro sito anche una volta che ne sia uscito.

  1. LE APP DI MESSAGGISTICA DIVENTANO ANCHE UN METODO DI PAGAMENTO.

Per evitare che il cliente sia obbligato a tornare al sito per effettuare l’acquisto ed il relativo pagamento, abbandonando così la conversazione e rischiando poi di “perdersi” durante la navigazione ed essere distolto dall’obiettivo principale, le app di messaggistica stanno prevedendo la possibilità di completare il processo direttamente all’interno della conversazione.

Questo servizio in realtà è già disponibile su Facebook Messenger negli USA, dove è possibile appunto effettuare transazioni di denaro all’interno delle conversazioni semplicemente collegando la propria carta di debito. L’ecommerce dell’azienda rimarrà sempre il centro focale del business, ma verrà supportato da altri sistemi per ottimizzare sempre di più le vendite.

  1. POTRAI GARANTIRE UN MIGLIORE SERVIZIO DI ASSISTENZA CON UNO SFORZO MINORE.

Avere uno staff impegnato a rispondere in tempo reale alle domande degli utenti è un costo non indifferente e rischia anche di rivelarsi inefficiente nel momento in cui le richieste diventano troppe da gestire simultaneamente, provocando così l’abbandono del potenziale cliente dal sito.

Il commercio conversazionale permetterà di aggirare il problema, poiché, come abbiamo detto, l’utente non si aspetterà una risposta istantanea nel sito, sapendo che riceverà risposta comodamente in una delle app di messaggistica.

  1. IL RUOLO DEI SOCIAL MEDIA NELL’ASSISTENZA AL CLIENTE PERDERA’ IMPORTANZA.

Questa è una tendenza già in atto, poiché molti utenti considerano troppo lento il servizio e lo giudicano inadeguato a risolvere problemi complessi.

Sarà sempre opportuno mantenere una forma di controllo su quello che succede nelle nostre pagine social, soprattutto per il fatto che probabilmente diverranno un contenitore di eventuali reclami, ma occorre tenere a mente che il loro ruolo verrà mano a mano sostituito dalle app di messaggistica più comode e veloci.

 

Ovviamente siamo solo all’inizio di questa trasformazione, che comunque è già in atto, ma l’azienda deve farsi trovare pronta, cominciando a pianificare fin da ora una strategia per essere tra le prime a beneficiare di questo sviluppo tecnologico.

04dic

Lo shopping nel futuro? mCommerce e App

Che il traffico mobile ha superato quello desktop lo sappiamo da tempo: più del 60% degli accessi avvengono da smartphone o tablet, e l’utilizzo di questi dispositivi si sta diffondendo velocemente anche nelle generazioni più anziane.

Non è un mistero e nemmeno una novità, quindi, che oggi le aziende siano chiamate a curare con impegno la propria presenza online, attraverso strategie improntate a presentare e diffondere nella rete il proprio business, il proprio brand, e ad offrire un’esperienza utente adeguata e stimolante.

Un recente studio eseguito da Dynatrace mostra anche di più.

Intervistando oltre 6.300 utenti maggiorenni distribuiti fra Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania e Australia, Dynatrace ha raccolto dati e informazioni sulle loro abitudini e metodologie di acquisto, con particolare focus sulla predisposizione al mobile commerce.

 

Sempre più mobile..

Con l’esplicativo titolo “Coming Back To The Digital Future” il report introduce un’interessantissimo spaccato dell’utente internet medio e in particolare della generazione dei Millennials (18-34), sempre più abituati allo shopping online e in procinto di preferirlo all’esperienza dei negozi virtuali.

Il 42% degli utenti mobile (e ben il 60% dei Millennials) utilizzerà il proprio smartphone o tablet per lo shopping natalizio di quest’anno, e più di un quarto (27%) userà il dispositivo per fare acquisti quando si trova in un negozio in cerca di regali: confronto dei prezzi, lettura delle recensioni e download di coupon saranno le attività più svolte.

Sempre più esigenti..

Un’eccellente user experience è richiesta da sempre più utenti, che dichiarano di propendere per abbandonare l’acquisto se il sito mobile o l’app presentano problemi di navigazione, bug o lentezza nel caricamento.

Inoltre, considerando che circa un terzo (32%) non è disposto ad offrire al brand una seconda opportunità per ritentare l’acquisto, ne deriva che assicurare prestazioni impeccabili durante la navigazione sul sito mobile o sull’app è fondamentale per non perdere grosse fette di mercato.

Ma non è finita qui: il 51% dei Millennials esprimerà il proprio disappunto attraverso i canali social, rischiando di generare un boomerang di recensioni negative che porterebbero il brand ad avere grossissimi problemi di reputation.

Sempre più App!

Infine, le App sono il canale di gran lunga preferito dalla generazione dei Millennials: il 62% dichiara di utilizzare l’applicazione poiché assicura una migliore esperienza di navigazione. Interazione, notifiche e servizi basati sulla posizione dell’utente, oltre naturalmente ai coupon, sono le tecniche più efficaci e più apprezzate che possono garantire al brand di riscuotere ampi consensi dal proprio target di consumatori.

 

Lo studio mostra quindi come il mobile, nel giro di pochissimi anni, si sia profondamente trasformato da engagement channel a transactional channel, delineando per ogni brand la necessità di integrarlo nelle proprie strategie di comunicazione multi-canale.

La rivoluzione digitale sta cambiando i comportamenti dei consumatori, le loro esigenze e aspettative: offrire eccezionali esperienze nel momento e nel luogo del loro bisogno è la strategia fondamentale per generare business e creare valore attorno alla propria brand identity.

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