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Non è più solo questione di.. “essere primi” nei risultati di ricerca

scritto il 7 ottobre da Andrea MelloniIn Blog, SEO/SEM1 commento

Sappiamo bene quanto occupare le primissime posizioni sui motori di ricerca sia fondamentale per renderci visibili ai nostri potenziali clienti: fin dal 2005, studi condotti attraverso l’eye tracking mostrano come l’attenzione degli utenti si concentri in modo particolare nel cosiddetto “golden triangle”, l’area superiore sinistra della pagina, rendendo di fatto essenziale per ogni sito occupare una (o più) delle prime tre posizioni.

eye tracking 2005 - golden triangle

la “mappatura” del golden triangle, 2005

Tuttavia, nel marzo di quest’anno, Mediative ha diffuso i dati di un nuovo studio eye tracking, effettuato per capire come il comportamento degli utenti sia cambiato a fronte delle numerose variazioni che i motori di ricerca – Google in primis – hanno apportato sia ai propri algoritmi, sia al modo in cui i risultati sono proposti ed organizzati all’interno della SERP.

E proprio questo studio ha stravolto il modo comune di intendere il posizionamento che, nel corso degli anni, si era diffuso tra professionisti del settore e non: al giorno d’oggi, gli utenti sono più abili, più esperti nella scansione della pagina, si sono adattati ai cambiamenti apportati dai motori e hanno un comportamento che gli consente di trovare più velocemente i risultati di loro interesse.

Di seguito sono riportate tre differenti esempi di SERP “moderne”, ossia dotate di alcuni degli elementi che Google ha via via aggiunto negli anni per arricchire la propria pagina con risultati e informazioni utili per l’utente: in tutte e tre è possibile notare come le aree più colorate, che rappresentano i punti dove l’occhio umano si sofferma maggiormente, non abbiano più una netta forma triangolare ma siano anzi più allungate e spostate verso il basso.

  • Eye tracking 2015 - 01
  • Eye tracking 2015 - 02
  • Eye tracking 2015 - 03

La scansione in senso orizzontale è decisamente ridotta rispetto al 2005, l’attenzione dell’utente si sposta più velocemente e si concentra non più solo sui primissimi risultati ma “va alla ricerca” di ciò che gli sembrerà la risposta più giusta alle sue necessità. Tale comportamento, molto probabilmente, è stato incentivato ancor di più dall’ampia diffusione dei dispositivi e del traffico mobile: gli utenti si sono abituati a fare scrolling sulle pagine per proseguire nella lettura e nell’analisi dei contenuti.

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Questa nuova tendenza viene confermata anche dai risultati di un report che BlueNileResearch ha rilasciato a metà settembre: attraverso un test condotto su 300 persone, lo studio ha appurato che un 2° risultato in SERP vede incrementare del 26% la propria percentuale di click se è dotato di informazioni rich media.

Come mostra il grafico seguente, la percentuale di click ricevuta dal risultato in 2° posizione aumenta dal 35% al 61% se esso è corredato di informazioni aggiuntive quali, ad esempio, i dati sulle recensioni, sull’autore, immagini o video, eccetera.

Blue Nile Research - click rate increasing with rich media

grafico Blue Nile Research: incremento click rate grazie ai rich media

Questo significa che occupare le prime posizioni in SERP non è più tanto un fattore essenziale quanto invece lo è mostrare all’utente informazioni accurate, curate e coerenti a ciò che sta cercando.

Come? Interpretando correttamente l’intento del navigatore, capire nel dettaglio di cosa ha effettivamente bisogno e mostrarglielo nella giusta maniera, per invogliarlo a sceglierci rispetto ai competitor posizionati sopra e sotto di noi.

Attenzione: essere ben visibili, ed esserlo occupando posizioni il più in alto possibile, rimane un fattore importantissimo.

Ma se ci fermiamo a quello, allora rischiamo che il concorrente che viene subito dopo di noi (e che magari ha curato maggiormente la propria forma espositiva) possa risultare più “attraente” per il navigatore.

Massima attenzione, dunque, quando curiamo i contenuti e la presentazione del nostro sito nei risultati di ricerca: individuare il giusto target e conoscerne usi, costumi e necessità, diffondere contenuti originali e di valore, ma anche utilizzare i dati strutturati per evidenziare le informazioni “salienti” sono tutti accorgimenti da non trascurare se vogliamo incrementare e consolidare i risultati della nostra strategia web.

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