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10mag

Le 5 regole per scrivere post di successo!

Vuoi migliorare la tua comunicazione online e sei alla ricerca di spunti per scrivere contenuti coinvolgenti?

Inizia da questi 5 semplici consigli…

1. Scrivere post non eccessivamente lunghi: la lettura sul web è sempre più rapida, spesso non continuativa (a differenza della lettura cartacea). Il segreto è sta nell’esprimere in modo immediato il concetto, come se lo stessi dicendo ad un amico! Anche qui ormai il giro di parole non è più di moda!

2. Immagine evocativa: anche l’occhio vuole la sua parte e una bella immagine è in grado subito di far passare il messaggio che si vuole trasmettere. Il testo poi andrà ad ampliare quello che già si è “detto” con l’immagine.

3. Coinvolgi l’interlocutore: parla come se il lettore potesse risponderti in modo diretto, fai sentire il lettore come parte del discorso. In questo modo non solo gli darai importanza ma lo metterai a proprio agio e lo invoglierai ad una risposta di valore.

4. Comunica chiaramente il tuo obiettivo finale: se vuoi vendere il prodotto dillo apertamente, se vuoi che l’utente rilasci la sua mail chiedigliela. E’ finito il tempo degli specchietti e le allodole ormai non solo sono più smaliziate ma sanno perfettamente dove vuoi andare a parare!

5. Offri qualcosa: il tempo e l’attenzione che richiedi al lettore vanno ripagati. Che sia un contenuto di qualità, uno storytelling interessante, un coupon sconto, una esperienza esclusiva… offri un valore aggiunto che possa muovere una impressione positiva. La prima impressione, se non seguita da catastrofi successive, rimarrà per tutto il rapporto.

14feb

Novità in Google Adwords: arrivano gli annunci personalizzati!

Una bellissima novità è stata da poco rilasciata nella gestione degli annunci di Google Adwords: finalmente si potranno gestire gli annunci sponsorizzati personalizzandoli per device e a seconda del target di riferimento.

Questa strategia di web marketing si pone a metà tra la campagna PPC classica e le campagne di remarketing e crediamo rivoluzionerà il modo comune di intendere la pubblicità a pagamento di Adwords, permettendo una ottimizzazione più precisa, una personalizzazione migliore dell’annuncio e di conseguenza una maggiore resa del fattore Click-through rate.

Ma vediamo come funzionano gli annunci Adwords personalizzati!

Grazie ad una semplice funzione {IF} posta all’interno della stringa di testo possiamo distinguere il messaggio che vogliamo far apparire agli utenti, diversificandolo a seconda che il navigatore si trovi a leggere da mobile oppure da desktop.

Ad esempio potremmo scrivere:

Migliora la tua visibilità online
[=IF(device=mobile,20% di sconto per chi chiama da mobile):compila il form per una analisi web gratuita!}

Questo annuncio promuoverà lo sconto del 20% per chi naviga da mobile e allo stesso tempo chi naviga da desktop non vedrà l’offerta ma sarà invitato a compilare i form di contatto.

La stessa funzione IF sarà in grado di differenziare l’offerta in base al segmento di pubblico di riferimento: collegando l’account Adwords con l’account Analytics si riuscirà a segmentare i visitatori in base alla loro esperienza di navigazione e quindi a presentare un’offerta personalizzata riservata agli utenti di ritorno o a coloro che hanno inserito prodotti nel carrello e poi l’hanno abbandonato, con una percentuale di sconto maggiore rispetto a coloro che navigano il sito per la prima volta.

{=IF(audience IN(returning visitors, cart abandoners),15%):10%}

annunci Adwords personalizzati

Il mondo di Adwords continua ad essere una fonte inesauribile di spunti e novità interessanti, tutte con l’obiettivo comune di “parlare” direttamente al singolo acquirente: tante opportunità di web marketing strategico ti aspettano!

16gen

Lite Accelerated Mobile Pages

Google presenta la versione leggera delle AMP, pagine super veloci per pesare ancora meno nel processo di caricamento, dove vengono compressi dati e foto rispetto alla versione standard.

Lo scopo è sempre quello di ridurre al minimo i tempi di caricamento delle pagine, soprattutto per i siti di news che subiscono un costante aggiornamento e che devono dare informazioni puntuali e rapide.

Le AMP Lite saranno introdotte inizialmente in paesi a scarsa connessione come il Vietnam o la Malesia, e non solo, dove le pagine super veloci potranno essere caricate con maggiore facilità anche dai dispositivi con poca RAM: richiederebbero infatti il 45% di byte in meno rispetto allo standard.

E’ Google stesso che ci informa che “le pagine realizzate con AMP si caricano in media quattro volte più in fretta delle pagine di mobile web tradizionali e usano fino a 10 volte meno dati”. Immaginiamo quindi la rapidità delle AMP Lite!

27set

Penguin 4.0 in real time

Il 23 Settembre 2016 Google ha annunciato ufficialmente che Penguin è ora parte del suo core algorithm.

Ma quali sono le novità di cui i SEO dovranno tenere conto alla luce di questa ultima (e definitiva) release?

A differenza dei comunicati precedenti dove si affermava che Penguin veniva “attivato” per penalizzare lo spam all’interno delle serp, oggi la comunicazione è di una sua stabile integrazione: da filtro esterno diventa quindi parte integrante del sistema, in tutti i paesi e in tutte le lingue.

Il fatto di essere in real time permette di comprendere subito se il proprio sito è stato penalizzato e di poter lavorare per eliminare i backlinks nocivi e farlo riconsiderare positivamente senza dover attendere il suo nuovo passaggio.

Probabilmente Penguin 4.0 potrebbe colpire non solo l’intero sito, ma anche sue sezioni nel caso di siti molto corposi e nei casi di link malevoli mirati ad una specifica parte di contenuti.

Da tenere presente che il costante miglioramento dell’algoritmo di Google porterà sempre più a penalizzare link in entrata provenienti da portali generici, magari in lingue diverse dalla pagina di atterraggio e con anchor artificiosi.

Siti verticali sull’argomento e distribuzione uniforme di link in entrata nel tempo (quindi una link building “naturale”) saranno il valore aggiunto di una strategia SEO che, come sappiamo, acquisisce sempre più valore ed è foriera dei risultati più stabili e duraturi.

Creare contenuti di qualità che possano “naturalmente” venire condivisi e divulgati in rete, scegliere strategie di guest posting di livello e controllare sempre la provenienza dei backlinks saranno attività che ci metteranno al riparo da penalizzazioni sempre più frequenti.

30ago

Google Adwords: novità in arrivo

Tante sono le novità che Google Adwords ci propone al rientro dalle vacanze. Alcuni esperimenti che nel mese di luglio erano solamente test di funzionalità (almeno in Italia) ora sono diventati realtà e sono stati implementati fra le numerose e variegate possibilità di uno strumento sempre più personalizzabile e adattabile alle proprie esigenze.

Alcune di questi aggiornamenti riguardano aspetti di usabilità e reportizzazione dello strumento come ad esempio la cronologia delle modifiche che può ora essere aggiunta all’elenco delle colonne personalizzate, senza la necessità di una sezione specifica avulsa dal pannello di controllo; oppure l’eliminazione della colonna “clic convertiti”, che spesso rendeva difficoltosa la misurazione e la reportizzazione delle conversioni totali.

Altre funzioni sono invece più incisive e avranno riflessi sia sull’uso dello strumento da utente-editor che da utente-fruitore, come ad esempio la rivoluzione degli annunci testuali che passano dagli attuali 25 caratteri Titolo + 2 righe di 35 caratteri ciascuna a 2 righe di titolo da 30 caratteri + 80 di testo descrittivo.
Quindi annunci molto più descrittivi, con possibilità di inserire maggiori informazioni in evidenza.

Un’altra funzione molto importante di cui molti sentivano l’effettiva necessità è la possibilità di impostare offerte diverse in base al dispositivo: l’attuale aumento o diminuzione di percentuale non garantiva l’esatto controllo delle offerte possibili e modulare i CPC e i CPA in maniera diversa tra mobile, tablet e desktop renderà più performanti i vari ctr e migliorerà i tassi di conversione.

Diversi cambiamenti per ora sono attivi solamente in USA e riguarderanno soprattutto l’utilizzo di Adwords da Mobile, campo dove Google punta moltissimo seguendo il trend in continuo aumento della navigazione degli utenti.

Non ci resta che comprendere come sfruttare al meglio le nuove possibilità, attenti in ogni caso a nuovi cambiamenti.

16giu

Come scrivere una scheda prodotto che funziona

Decidere di aprire un ecommerce è per un’azienda una scelta molto importante e strategicamente indovinata, poiché ormai gli acquisti attraverso i canali elettronici sono in costante crescita. Rimanerne fuori comporterebbe il rischio di perdere significative quote di mercato.

Una volta intrapresa questa strada, però, bisogna cercare di far fruttare al massimo il proprio investimento e questo comporta un impegno nella gestione del sito, con l’obiettivo di promuoverlo, aumentando così il suo popolamento. Ma come si fa? Sembrerà banale, ma un ruolo molto importante in questo processo lo gioca la scelta dei prodotti da vendere e il modo in cui vengono presentati all’utente.

PERCHE’ SCRIVERE LA DESCRIZIONE DEI PRODOTTI

A primo impatto può sembrare un’attività noiosa e di scarsa utilità, in quanto si presume che l’utente già conosca il bene che sta cercando e le sue caratteristiche, ma non è sempre così. E’ vero che oggi i clienti sono sempre più informati, ma lo è anche il fatto che spesso cercano sul web prodotti che non possono “toccare con mano” e quindi hanno bisogno di tutte quelle informazioni che gli permettano di sopperire a questa mancanza.

In particolare, una buona descrizione del prodotto (che comprende i testi, ma anche le immagini e tutte le informazioni ritenute rilevanti) comporta due vantaggi:

  • Aiuta ad aumentare le vendite.

Oltre a permettere all’utente di trovarti più facilmente, un descrizione approfondita lo tranquillizza, facendolo sentire più sicuro sulla qualità del prodotto in oggetto, tanto da spingerlo a completare il processo d’acquisto. Descrizioni poco accurate, infatti, rendono l’utente insoddisfatto e aumentano il rischio di recensioni negative e/o tassi elevati di reso dei prodotti.

  • Permette di aumentare la quota di mercato.

Avere delle pagine di prodotto ben redatte contribuisce ad accrescere la tua presenza digitale e, di conseguenza, le tue vendite. Descrizioni efficaci attirano maggiormente l’attenzione dell’utente, generando più probabilità di vendite e più feedback positivi (che aiutano ad aumentare il ranking del sito). Questo ultimo fattore darà una maggiore visibilità al tuo e-commerce, facendogli guadagnare una quota di mercato maggiore e più conversioni.

DARE INFORMAZIONI

Visto che il cliente del nostro e-commerce non potrà toccare con mano il prodotto prima dell’acquisto, è nostro dovere dargli tutte le informazioni necessarie, illustrandone nel dettaglio caratteristiche e punti di forza: l’obiettivo è quello di coinvolgerlo e convincerlo che il nostro prodotto è quello più adatto per lui.

Nel redigere la descrizione dobbiamo metterci nei panni del cliente e capire quali domande potrebbe porsi al momento di voler acquistare il nostro bene. Dovremmo chiederci quindi:

  • Di quale oggetto si tratta e di cosa è fatto?
  • Che dimensioni ha?
  • Quali sono le sue caratteristiche principali o i suoi segni particolari?
  • Ha una storia degna di essere raccontata?
  • Qual è il metodo di pagamento offerto?
  • Le spese di spedizioni sono comprese o no?

Queste sono solo alcune delle domande che sicuramente un qualsiasi utente medio si porrà al momento di scegliere il prodotto da acquistare, quindi sarà utile per l’azienda anticipare i suoi dubbi in modo da tranquillizzarlo e dargli tutte le risposte di cui avrà bisogno.

Una descrizione efficace, inoltre, non solo predispone il cliente all’acquisto, ma riduce sensibilmente il rischio di reso e tutti i problemi che questo comporta.

RACCONTA UNA STORIA

Gli utenti di internet sono ormai bombardati ogni giorno da pubblicità ed offerte, quindi, per fare in modo che scelgano noi al posto di altri competitor, dobbiamo comunicare al cliente il valore in più che distingue il nostro prodotto dagli altri: è importante raccontarne la “storia”. Perciò nella descrizione diremo qual è la caratteristica più apprezzata, quale potrebbe essere il suo impiego, metteremo in evidenza il valore dell’oggetto in questione ed il risparmio che l’acquirente otterrà comprando da noi.

CHI E’ IL TUO CLIENTE IDEALE?

Capire chi leggerà la descrizione del prodotto è forse la cosa più importante: per vendere occorre, infatti, capire qual è il nostro target, in modo da poterlo approcciare nel modo più idoneo. Utilizzando un linguaggio comprensibile per l’acquirente, questo si sentirà a suo agio e si convincerà più facilmente ad effettuare il suo acquisto con noi.

Lasciamo quindi le caratteristiche tecniche in fondo alla pagina e diamo priorità all’esperienza che il consumatore farà con il nostro prodotto, ai problemi che questo gli risolverà ed ai benefici ad esso correlati.

COSA NON FARE MAI

  • Lasciare le descrizioni incomplete: non bisogna avere paura di dire troppo, anzi, nella descrizione del prodotto possiamo dare sfogo alla nostra capacità di scrittura, cercando di mostrare tutti i suoi aspetti.
  • Non fare la lista della spesa: evitiamo il solito noioso elenco delle caratteristiche dell’oggetto (come ad esempio dei materiali di cui è composto), ma cerchiamo di scrivere una scheda prodotto che sia capace di attrarre e coinvolgere l’utente, utilizzando termini che portino il lettore ad immaginare di toccarlo.
  • Assolutamente no al maiuscolo: nel mondo di internet, è consuetudine ormai evitare di scrivere interi testi in maiuscolo in quanto il messaggio che si vuole trasmettere si percepisce come “urlato”. Meglio dunque optare per il minuscolo, che risulta più cordiale e facile da leggere.
  • Non copiare dal sito concorrente: la descrizione deve essere originale, quindi è assolutamente vietato copiare il testo da un altro sito che vende lo stesso prodotto. Oltre alle motivazioni “tecniche” alla base di questo consiglio (Google penalizza i contenuti copiati), c’è anche una ragione più relazionale: se vogliamo che i consumatori ci scelgano dobbiamo offrirgli qualcosa in più, partendo proprio dalla descrizione del prodotto che sono interessati a comprare.
26apr

Scarica il calendario e-commerce 2016: migliore organizzazione, meno stress!

Da qualche anno Prestashop pubblica un strumento semplice quanto utile per aiutare i merchant nel loro lavoro quotidiano.

Disponibile in 7 lingue e personalizzato per 8 paesi (Italia, Germania, Spagna, Stati Uniti, Francia, Paesi Bassi, Polonia e Regno Unito), il Calendario e-commerce consente, a colpo d’occhio, di avere una pianificazione per tutti gli eventi e le promozioni commerciali dell’anno, con suggerimenti interessanti per aumentare il traffico e le conversioni, fidelizzare i clienti, semplificare il lavoro quotidiano.

Ecco cosa troverai:

  • Un consiglio per ogni settimana: per aumentare il traffico o le conversioni, per migliorare l’esperienza utente, per aumentare il carrello medio, per fidelizzare i clienti.
  • Quando e come prepararsi agli eventi commerciali (saldi, Natale, Festa della mamma, San Valentino, ecc.), ma anche per gli eventi speciali del 2016 (Olimpiadi, Europei di calcio, ecc.).
  • I segreti del successo dei competitor: ogni mese un merchant esperto ti darà uno dei suoi saggi consigli. Approfittane!
  • Una selezione di strumenti per semplificare il lavoro quotidiano: per ogni consiglio troverai una selezione di moduli per newsletter, promozioni, gestione del negozio.

Il calendario contiene anche caselle vuote. E sarai tu a riempirle perchè solo tu, meglio di chiunque altro, conosci i tuoi clienti e i tuoi prodotti.

15feb

Valore di un sito dopo il PageRank

Per anni il fattore page rank è stato presente nelle analisi dei SEM di tutto il mondo, punto di partenza per capire come Google stava considerando il nostro sito prima, durante o dopo gli interventi di ottimizzazione.

Il PageRank, come da definizione, era il criterio per il quale Google stabiliva la qualità e la pertinenza di una pagina (e in generale di un sito) per indicizzarla e posizionarla in serp.

Il “voto” che Google dava ai siti – da 0 a 10 – non viene però più aggiornato da più di un anno, una eternità nel web e i criteri di valutazione sono diventati altri, molteplici e maggiormente articolati.

Anche in conseguenza dell’affinamento degli algoritmi di Panda e Penguin, per la penalizzazione dei contenuti di scarsa qualità o duplicati (il primo) e dei link in entrata senza una sensata logica di diffusione virale o con anchor text artificiosi (il secondo), il criterio di giudizio di un sito non poteva rimanere un mero calcolo algebrico, ma si è spostato sul concetto di human trust.

Detto in parole semplici, Google ha capito che i dati di calcolo che utilizzava prima potevano essere manipolati dai SEO e ora si fida di più della capacità di scelta e giudizio del navigatore, che linka siti interessanti, torna sui siti che gli sono stati utili e parla a livello sociale delle risorse di valore: questi criteri fanno si che Big G mantenga elevata l’attenzione sui siti davvero validi, che possano dare valore aggiunto alla query, spostandoli nelle prime posizioni delle sue pagine.

Ora quindi per fare una precisa analisi dello stato di indicizzazione di un sito, soprattutto per comprendere quali strategie seguire per migliorarne il posizionamento, è necessario intrecciare più fattori e fare un accurato studio sia dei dati dell’account webmaster tool e analytics del sito, per valutare lo statao di indicizzazione e l’andamento degli accessi, sia dei principali competitors in serp, per capire punti forti e deboli di ciascuno e impostare le attività di conseguenza.

Uno strumento utile in ogni caso per avere una immediata visione dello stato del proprio sito potrebbe essere l’Open Site Explorer di Moz, con l’interessante voce Authority, cioè un valore numerico compreso tra 0 e 100 che nasce da una stima del posizionamento all’interno della SERP e soprattutto lo spam score, che quantifica la presenza di link spam facendo un calcolo della percentuale di possibilità di penalizzazione.

Molto valido potrebbe essere anche Ahrefs, che oltre a dare un giudizio simile al tool precedente fa una precisa analisi dei link in entrata, dividendoli tra nofollow e dofollow e segnalando le pagine dove essi sono contenuti e i rispettivi anchor text. Questo strumento è fondamentale quando si ha il sospetto di una penalizzazione o di essere sotto attacco di black hat seo e potrebbe evitare di subire penalizzazioni da cui è sempre molto difficile risalire.

25gen

Google Analytics Universal Search

Google sta mandando definitivamente in pensione il codice di monitoraggio Analytics classico (ga.js) a vantaggio del nuovo Google Analytics Universal Search.
Fino ad oggi era possibile scegliere in fase di installazione se utilizzare il classico codice o già adeguarsi al nuovo, più performante, codice che integra in modo più preciso le sessioni e le visite uniche provenienti da desktop, tablet e smartphone.

Dopo diverse notifiche tramite Search Console che suggerivano di adeguare il vecchio codice al nuovo oramai il passaggio sta diventando automatico, con Google che ci informa quando la nostra proprietà Analytics è passata alla nuova versione Universal (la modalità di inserimento del codice o tramite scrittura manuale o tramite plug in è rimasta invariata).

Con questa nuova modalità di tracciamento si ottengono dashboard personalizzatibili, metriche più precise e soprattutto misurazioni cross-device sempre più utili in ambito di una navigazione multi dispositivo sempre più diffusa e utilizzata.

Ad esempio: lo Universal Analytics riesce a identificare come unica sessione la navigazione fatta inizialmente da mobile, con una aggiunta di prodotto a carrello, e completata da desktop con l’effettuazione di pagamento.

Molto utile sarà la possibilità in Universal Analytics di identificare come traffico da diretto gli accessi da Google con key-brand: molto spesso infatti verifichiamo che il traffico da organico rileva accessi con nome dominio o nome brand, che vengono digitati per semplicità di esecuzione sulla stringa di ricerca del browser (o direttamente su Google) anzichè digitare il dominio.
Queste ricerche potranno essere automaticamente filtrate e accorpate nel traffico da diretto, senza alterare la metrica del traffico da organico.

Le esclusioni possono essere fatte anche con gli ip (per un grande e-commerce potrebbe essere comodo escludere dai tracciamenti gli ip dei dipendenti che quotidianamente lavorano sul sito) e possono essere personalizzate le tempistiche di scadenza sessione per analisi più precise in porzioni di tempo predefinito (utile per un lancio di una offerta last minute o per aste online o per A/B test).

In ultimo si ha la possibilità di integrare un plug in di tracciamento e-commerce più avanzato, con il quale sarà possibile verificare direttamente l’efficacia delle azioni di marketing intraprese e decidere strategie e test monitorando quante volte un dato prodotto è stato inserito nel carrello o quante volte è stato visualizzato o abbandonato un carrello….

Maggiore sarà la profondità di analisi che vogliamo ottenere nel nostro sito, maggiore è l’esigenza di uno strumento come Google Analytics Universal Search le cui molteplici sfaccettature e personalizzazioni sono particolarmente indicate per gli e-commerce sempre più evoluti e utenti più esigenti.

07ott

Non è più solo questione di.. “essere primi” nei risultati di ricerca

Sappiamo bene quanto occupare le primissime posizioni sui motori di ricerca sia fondamentale per renderci visibili ai nostri potenziali clienti: fin dal 2005, studi condotti attraverso l’eye tracking mostrano come l’attenzione degli utenti si concentri in modo particolare nel cosiddetto “golden triangle”, l’area superiore sinistra della pagina, rendendo di fatto essenziale per ogni sito occupare una (o più) delle prime tre posizioni.

eye tracking 2005 - golden triangle

la “mappatura” del golden triangle, 2005

Tuttavia, nel marzo di quest’anno, Mediative ha diffuso i dati di un nuovo studio eye tracking, effettuato per capire come il comportamento degli utenti sia cambiato a fronte delle numerose variazioni che i motori di ricerca – Google in primis – hanno apportato sia ai propri algoritmi, sia al modo in cui i risultati sono proposti ed organizzati all’interno della SERP.

E proprio questo studio ha stravolto il modo comune di intendere il posizionamento che, nel corso degli anni, si era diffuso tra professionisti del settore e non: al giorno d’oggi, gli utenti sono più abili, più esperti nella scansione della pagina, si sono adattati ai cambiamenti apportati dai motori e hanno un comportamento che gli consente di trovare più velocemente i risultati di loro interesse.

Di seguito sono riportate tre differenti esempi di SERP “moderne”, ossia dotate di alcuni degli elementi che Google ha via via aggiunto negli anni per arricchire la propria pagina con risultati e informazioni utili per l’utente: in tutte e tre è possibile notare come le aree più colorate, che rappresentano i punti dove l’occhio umano si sofferma maggiormente, non abbiano più una netta forma triangolare ma siano anzi più allungate e spostate verso il basso.

  • Eye tracking 2015 - 01
  • Eye tracking 2015 - 02
  • Eye tracking 2015 - 03

La scansione in senso orizzontale è decisamente ridotta rispetto al 2005, l’attenzione dell’utente si sposta più velocemente e si concentra non più solo sui primissimi risultati ma “va alla ricerca” di ciò che gli sembrerà la risposta più giusta alle sue necessità. Tale comportamento, molto probabilmente, è stato incentivato ancor di più dall’ampia diffusione dei dispositivi e del traffico mobile: gli utenti si sono abituati a fare scrolling sulle pagine per proseguire nella lettura e nell’analisi dei contenuti.

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Questa nuova tendenza viene confermata anche dai risultati di un report che BlueNileResearch ha rilasciato a metà settembre: attraverso un test condotto su 300 persone, lo studio ha appurato che un 2° risultato in SERP vede incrementare del 26% la propria percentuale di click se è dotato di informazioni rich media.

Come mostra il grafico seguente, la percentuale di click ricevuta dal risultato in 2° posizione aumenta dal 35% al 61% se esso è corredato di informazioni aggiuntive quali, ad esempio, i dati sulle recensioni, sull’autore, immagini o video, eccetera.

Blue Nile Research - click rate increasing with rich media

grafico Blue Nile Research: incremento click rate grazie ai rich media

Questo significa che occupare le prime posizioni in SERP non è più tanto un fattore essenziale quanto invece lo è mostrare all’utente informazioni accurate, curate e coerenti a ciò che sta cercando.

Come? Interpretando correttamente l’intento del navigatore, capire nel dettaglio di cosa ha effettivamente bisogno e mostrarglielo nella giusta maniera, per invogliarlo a sceglierci rispetto ai competitor posizionati sopra e sotto di noi.

Attenzione: essere ben visibili, ed esserlo occupando posizioni il più in alto possibile, rimane un fattore importantissimo.

Ma se ci fermiamo a quello, allora rischiamo che il concorrente che viene subito dopo di noi (e che magari ha curato maggiormente la propria forma espositiva) possa risultare più “attraente” per il navigatore.

Massima attenzione, dunque, quando curiamo i contenuti e la presentazione del nostro sito nei risultati di ricerca: individuare il giusto target e conoscerne usi, costumi e necessità, diffondere contenuti originali e di valore, ma anche utilizzare i dati strutturati per evidenziare le informazioni “salienti” sono tutti accorgimenti da non trascurare se vogliamo incrementare e consolidare i risultati della nostra strategia web.

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21set

Il Long click come variabile SEO

Se un neofita del posizionamento sui motori di ricerca volesse saperne di più sui fattori più importanti in ottica SEO si troverebbe a leggere su qualsiasi blog o forum di settore che “il contenuto di qualità è fondamentale” e che “bisogna dare valore all’utente per essere apprezzati anche da Google“….
Nulla di più vero e soprattutto di più attuale visto che Google ha appena rilasciato un algoritmo che premia il “long click” e penalizza di conseguenza lo “short click”.

Già Yahoo nel 2011 aveva aggiornato le sue serp facendo scendere nelle posizioni i siti con un elevato bounce rate, ma ora Google riesce a misurare il nostro click through considerando una sosta prolungata dell’utente sul sito come sintomo di soddisfazione e di attinenza alla query.
Un aggiornamento dello stesso brevetto fa si che Google assegni dei punteggi di qualità alle pagine del sito collegate a quella di atterraggio, limitando, di fatto, l’uso di landing page ottimizzate a favore della completa ottimizzazione del sito.

Il long click quindi inteso più propriamente come tempo di permanenza sul sito prolungato scala le posizioni nei fattori di importanza seo e si interseca in maniera imprescindibile con il concetto di contenuto di qualità: un contenuto corrispondente alla query che sia valido ed interessante fa sostare l’utente sul mio sito limitando lo zapping fra i vari competitors.

Ulteriore elemento correlato che ci fa capire come il concetto di seo sia esteso sempre di più al concetto di sviluppo di un sito seo friendly è la facilità di navigazione: una pagina con contenuti di qualità, corrispondendi alla query ricercata, deve essere navigabile, deve caricarsi bene e essere strutturata in modo tale da permettere una buona esperienza di navigazione e non far scappare il visitatore.

23giu

“Ciao, ti va di fare SEO con me?”: evitare gaffes nella nuova era del marketing online

Posted byBlog, SEO/SEM11 Comments

Con la fine dell’era della keyword density, della link building selvaggia, delle esasperanti tecniche di sovraottimizzazione della pagina e dei suoi elementi, si è aperta una nuova epoca per la SEO, un’epoca di pace e prosperità per tutti coloro che interpretano la SEO come una serie di linee-guida, di must da seguire per ottenere un risultato consolidato e duraturo nel tempo.

La search engine optimization non è più un insieme di oscuri trucchetti, di fantasiosi espedienti per trovare e sfruttare la ‘falla’ algoritmica che permette di posizionare il nostro sito in modo quasi “da furfante”, senza grandi sforzi e senza troppo impegno. Tutti coloro che continuano su questa strada finiranno (se non lo sono già) per non riuscire ad ottenere più alcun risultato.

Occorre invece impegnarsi, mettersi in prima linea, per diffondere conoscenza e incuriosire il proprio pubblico, al punto di diventare un punto di riferimento ed essere ritenuti esperti del settore nel quale si opera: bando alle frasi pre-confezionate, basta con le solite noiose descrizioni trite e ri-trite su quanto la nostra azienda sia ‘brava, buona e bella': finiremmo solo per annoiare i malcapitati navigatori che proveranno a leggere i nostri contenuti.

Come “piacere” a Google? Devi piacere ai tuoi utenti!

Ora Google pensa agli utenti: non gliene frega più nulla dei mille milioni di backlinks, non gliene importa più un fico secco della keyword density, ora guarda semplicemente al modo in cui stai trattando i tuoi utenti.

A dirla tutta l’utente dovrebbe sempre essere stato il tuo primo pensiero, perché si tratta in fin dei conti del tuo cliente virtuale. E se il cliente non è contento.. mi spieghi perché “la guida locale dovrebbe continuare a pubblicizzare il tuo negozio”?

Se gli utenti che arrivano sul tuo sito trovano le risposte alle loro domande, se riescono a navigare agilmente qualunque sia il dispositivo che stanno usando, se trovano quello di cui hanno bisogno al giusto prezzo e alle giuste condizioni, se la loro esperienza è positiva a tal punto che iniziano a raccomandarti ai loro amici e contatti… allora, e solo allora, sarai degno di essere ammesso nella lista degli eletti di Google ed occupare una delle posizioni rilevanti dei risultati di ricerca.

Agli ingredienti di questa succulenta ricetta dobbiamo aggiungere: lascia entrare gli utenti nel tuo business, dagli il maggior numero di informazioni possibili (senza diventare noioso, ovviamente) e lascia che capiscano in che modo e perché tu puoi realmente aiutarli a risolvere i loro problemi.
Prima di servire, farcisci il tutto con una buona dose di colori, immagini e fantasia e il gioco è fatto: otterrai pagine accattivanti, belle da leggere e da navigare, un sito facile da usare per spostarsi da una sezione all’altra e per inviarti una richiesta di contatto.

Seguendo (e applicando!) questi consigli, facendoti aiutare da un’agenzia che sappia guidarti nel percorso SEO, potrai incrementare il traffico verso il tuo sito e il tuo business online, creandoti una “nicchia” di clienti fidelizzati ed espandendoti sempre di più per arrivare ad occupare il posto di “leader” del tuo settore.

10giu

Nuovo update per Google Panda

Si vocifera che a breve Google libererà una nuova release di Panda, il suo animale più feroce contro i siti spammosi e stra-ottimizzati che sempre più spesso occupano le SERP, dando poco valore agli ignari utenti che vi cliccano.

Come sempre tanti SEO postano allarmanti avvertimenti sull’arrivo del simpatico animale, garantendo una mannaia su coloro che non premiano i contenuti o che esagerano con link e keywords stuffing.
In linea di massima, però, va sottolineato che dal febbraio 2011, data di rilascio della prima versione di Panda, i siti penalizzati sono stati solamente il 12% del totale, per la maggior parte in USA e UK, cioè 1 sito su 10, che non necessariamente è stato bannato, ma più facilmente ha perso posizioni, costringendo il webmaster ad intervenire in modo da renderlo meno “sottile” (o sarebbe meglio dire più di “spessore”).

Questo significa che Panda… è un orsacchiotto in letargo che non deve far paura?

Secondo noi se un sito viene ottimizzato in maniera giusta, seguendo i consigli che Google stesso ci offre, non si rischia nulla, anzi si possono scalare le SERP e raggiungere le prime posizioni per keywords di valore grazie a piattaforme SEO oriented e contenuti originali e interessanti.

In realtà l’orso famelico continuerà a scagliarsi contro le cosiddette Content Farm, cioè portali e aggregatori che pubblicano contenuti di scarsa qualità al solo scopo di attirare un numero elevato di visite e guadagnare tramite i click sugli annunci Adsense: siti privi di valore da mettere sopra una bella foglia di bamboo!

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