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28giu

Crearevalore sponsor del Convegno “Food&Grocery in Italia”

Crearevalore ha partecipato come sponsor al Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2017 dell’Osservatorio eCommerce B2C promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, che si è proposto di quantificare il mercato del Food&Grocery online, studiandone le principali caratteristiche e delineando con occhio critico la sua futura evoluzione.

Nel 2017 il Food&Grocery online ha aumentato il suo valore del 37% rispetto al 2016, con un boom della Ristorazione (+66%), tuttavia l’incidenza degli acquisti online è ancora pari al 4% del mercato eCommerce B2c italiano.

“L’Alimentare è la prima voce di spesa nel paniere degli acquisti dei consumatori italiani eppure l’eCommerce in questo comparto non è ancora sufficientemente sviluppato nel nostro Paese” afferma Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano “(…) Stiamo però osservando un cambio di passo riconducibile a diversi fenomeni, come l’avviamento e il potenziamento di iniziative online della grande distribuzione, il consolidamento di interessanti progetti in ambito Enogastronomia, lo sviluppo di servizi innovativi, come il same day delivery, e la rapida espansione del segmento della Ristorazione”.

“In un comparto caratterizzato da offerta molto ampia, elevata complessità di prodotto (deperibilità, fragilità), alta difficoltà delle operations e della logistica e laboriosità del processo di acquisto (elevato numero di pezzi per ordine, domanda ricorsiva), diviene prioritario per gli operatori garantire un’esperienza d’acquisto fluida, semplice ed efficace che riesca da un lato ad attrarre nuovi web shopper e dall’altro a fidelizzare quelli vecchi” afferma Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm Politecnico di Milano. “Innovare e semplificare l’esperienza del cliente significa sia migliorare le presentazioni dei basics (gamma, prezzo e servizio) sia ideare nuovi modelli di business, grazie ad esempio all’integrazione tra canali fisico e online, e utilizzare nuove tecnologie”.

Tre i segmenti identificati e analizzati all’interno dell’Alimentare online: il Grocery Alimentare (prodotti alimentari da supermercato), l’Enogastronomia (prodotti gastronomici e alcolici: vino, birra, liquori e distillati), che si riconferma il primo segmento dell’Alimentare e la Ristorazione (cibo pronto), che ha raggiunto i 201 milioni di euro (+66% rispetto al 2016) con un tasso di crescita doppio rispetto a quello medio registrato nell’Alimentare.

A questo link il comunicato stampa del convegno.

19apr

Anche in Italia sbarca Apple Pay: rivoluzione nei pagamenti digitali

Debutterà a breve in Italia il servizio Apple Pay, che consente pagamenti in negozio, su app e sul web tramite l’ausilio di dispositivi Apple quali iPhone, Apple Watch, iPad e Mac.

L’azienda di Cupertino ha finalmente reso disponibile sul sito italiano la pagina ufficiale del sistema di pagamento digitale, non dichiarando tuttavia la data ufficiale di rilascio.
É facile ipotizzare che, in un futuro ormai prossimo, tutti gli utenti dotati di iPhone, Apple Watch o iPad potranno pagare negli esercizi predisposti direttamente con Apple Pay, senza dover più tirare fuori il portafogli.
Il sistema consente infatti di effettuare pagamenti avvicinando al terminale del negozio il proprio dispositivo (cui è stata associata una carta di credito o di debito) e premendo il dito sul sensore Touch ID disponibile su iPhone, iPad o Mac (l’Apple Watch richiede il doppio click del tasto laterale).
 


Ma i pagamenti con Apple Pay entreranno in gioco anche nell’e-commerce, semplificando di gran lunga i tradizionali passaggi del processo di acquisto online.


 
Oggi, nonostante quasi la metà del traffico complessivo provenga da dispositivi mobili, la maggior parte degli ordini avviene ancora da desktop, dove è più semplice effettuare il pagamento.
Ma le ricerche effettuate in USA, dove Apple Pay è già attivo da circa 3 anni, hanno indicato che la media degli utilizzatori di Apple Pay è disposta a spendere di più rispetto a chi usa altri dispositivi mobili, grazie a una “payment experience” veloce e poco invasiva.
Apple Pay potrebbe quindi essere lo strumento che mancava per convertire più facilmente il traffico mobile in vendita effettiva attraverso un solo “touch”, pari a una transazione.

Per il momento il sistema sarà attivo su carte di credito Mastercard e Visa e le prepagate emesse da Unicredit, Carrefour Banca e Boon, che saranno sicuramente seguiti da molti altri player.

Se sei il proprietario di un e-commerce non perdere questa nuova “opportunità digitale”: permetti ai tuoi clienti di pagare con un semplice “tocco” e offri loro l’esperienza d’acquisto più facile, veloce e sicura che abbiano mai sperimentato!

14mar

Velocità di navigazione da Mobile

Parlando di ottimizzazione per un sito mobile non è possibile non pensare a due aspetti fondamentali: la user experience, cioè l’esperienza di navigazione di un utente e la velocità di caricamento delle risorse.

Quando viene costruito un layout grafico di un sito, la sua modalità di utilizzo nella versione Mobile deve essere oggi anteposta alla sua resa da desktop. Il tormentone “Mobile First”, infatti, descrive il superamento effettivo della navigazione da mobile rispetto a quella tradizionale, con trend in continuo aumento. Pensiamo solamente che da qui a 2 anni si prevederà la presenza in casa di almeno due device mobili sempre connessi, con un numero di persone sempre crescente che avranno a disposizione uno smartphone per navigare. (fonte Google)

I tempi di caricamento delle risorse da smartphone influiscono con percentuali consistenti sulle performances del sito, soprattutto per quanto riguarda gli e-commerce.

Google stesso ci suggerisce che il 40% delle persone non sono disposte ad aspettare più di 3 secondi per l’apertura di una pagina e un utente su due sceglie di tornare a navigare lo stesso sito solamente se i tempi di caricamento sono rapidi.

Il motivo principale di rinuncia alla navigazione è infatti l’eccessivo tempo di attesa del caricamento delle pagine (ragione per cui sempre più persone pensano a pagine AMP anche per siti non strettamente legati alla diffusione di informazioni): se pensiamo inoltre che la maggior parte delle vendite ancora vengono effettuate grazie alla navigazione cross device (cerchiamo i prodotti con device mobile e acquistiamo poi da desktop) comprendiamo l’importanza di ottimizzare il sito per permettere la migliore navigazione possibile.

Sempre Google ci indica l’impatto che 1 solo secondo di attesa determina sulle performance di resa.
velocità di caricamento delle pagine

  • aumento del bounce rate del 8,3%
  • riduzione del tasso di conversione del 3,5%
  • riduzione della portata del carrello del 2,1%
  • riduzione delle visualizzazioni di pagina del 9,4%

I tempi di caricamento delle risorse e la conseguente velocità di navigazione, infine, influiscono anche sul posizionamento delle pagine in serp: Google premia infatti i siti che presentano caricamento rapido, bassa frequenza di rimbalzo e valori alti di numero di pagine visitate per sessione e tempo medio di permanenza sul sito.

Comprendiamo quindi l’importanza di avere un sito che sia ottimizzato innanzitutto per la navigazione da Smarphone e Tablet: cambiando rapidamente le modalità di ricerca, acquisto e navigazione in generale, chi non è in grado di adeguarsi (e talvolta precorrere) i cambiamenti è destinato ad essere solamente spettatore del successo degli altri.

24nov

Pronti per il Black Friday? Ecco la checklist dell’ultimo minuto!

I giorni più caldi dell’anno per lo shopping online sono ormai alle porte: il Black Friday (25 nov.) prima e il Cyber Monday poi (28 nov.) sono diventati un vero e proprio rito che segna l’avvio dello shopping natalizio e, anno dopo anno, mettono a segno nuovi record di spesa dei consumatori online.

Le previsioni più che positive per le vendite da e-commerce rendono necessario pianificare per tempo una buona strategia per emergere nella folla della concorrenza durante il giorno dei mega sconti e guidare traffico al proprio sito.
Ma se sei arrivato in ritardo, ecco qualche consiglio last-minute per prepararti al venerdì nero dello shopping online!

1. Aggiorna la tua homepage

Assicurati che i clienti trovino subito le migliori offerte e tutto ciò che hai in serbo per il Black Friday. Utilizza banner, pop up e CTA rilevanti (o anche un conto alla rovescia) per rendere più interessanti queste vendite speciali.
Non dimenticare di ottimizzare il tuo sito per la navigazione mobile: tutto deve essere accessibile e funzionante da ogni device!

2. La velocità conta

Se il tuo sito richiede troppo tempo per caricare, è probabile che l’utente abbandoni la pagina prima ancora di scoprire le tue proposte. Ricordati sempre di utilizzare immagini ottimizzate o compresse in modo da non appesantire la velocità di caricamento e verifica che il server che ospita il tuo sito sia abbastanza potente da gestire l’impennata di traffico.

3. Checkout facile

Aiuta i clienti a concludere gli ordini con facilità, senza dover compilare moduli di lunghezza smisurata. Assicurati di aver integrato tutti i principali sistemi di pagamento, in modo che i clienti non lascino il carrello a metà strada. Se possibile, offri la spedizione gratuita o qualche altro piccolo bonus per incentivare l’acquisto.

4. Live chat

Offri assistenza nel momento giusto: i clienti a volte hanno bisogno di una guida o un supporto proprio mentre stanno navigando sul tuo sito,. Impegnati per garantire un servizio clienti puntuale e, soprattutto, in tempo reale.

5. Offerte e sconti che funzionano

Se la stagione pre-natalizia è la preferita dai clienti proprio per la gran quantità di offerte e sconti in circolazione, è anche vero che tutti amiamo sentirci “coccolati” anche durante il resto dell’anno.

Oltre agli sconti per il Black Friday, quindi, pensa già a come far tornare i clienti sul tuo sito: puoi offrire un coupon per il secondo acquisto, sconti extra in base all’importo del carrello, uno sconto extra per i prossimi saldi.
Insomma, pianifica a lungo raggio e premia i tuoi clienti più fedeli.

6. Diffondi le tue offerte sui social media

I presidi social sono senza dubbio strumenti efficaci per informare velocemente i tuoi clienti (effettivi e potenziali) sulle promozioni che hai in serbo per loro.
Per utilizzarli al meglio, utilizza gli stessi elementi visivi del tuo sito, in modo che l’utente ti riconosca al volo, cavalca l’onda degli hashtag più rilevanti (senza esagerare), crea campagne sponsorizzate definendo bene il tuo target di riferimento, ascolta i tuoi utenti e interagisci velocemente rispondendo alle loro domande o richieste.

7. Crea campagne email personalizzate

Se hai già un database di utenti attivo, ti sarai sicuramente attivato per segmentarlo al meglio, dunque prova a creare offerte diverse per i differenti destinatari. Promozioni pensate su misura per i tuoi clienti saranno sicuramente più efficaci di sconti generici piazzati senza un minimo di strategia

8. Traccia i tuoi risultati

Una volta che il piano sia entrato in azione, tieni traccia dei risultati ottenuti attraverso strumenti di analisi come Google Analytics. Ti aiuteranno a studiare il comportamento d’acquisto del cliente e ottimizzare campagne e strategie.

Infine, ricorda che questi consigli non sono utili soltanto per il Black Friday o per la stagione dei saldi, ma possono essere attuati tutto l’anno, per gestire la tua attività di vendita online in modo professionale.

Affidati a un professionista per individuare le strategie di vendita adatte al tuo e-commerce e scoprire come metterle in atto

14ott

Facebook: sfida aperta ad eBay

Facebook Marketplace, il servizio di casa Zuckerberg che mette in contatto venditori e acquirenti, ha subito un radicale aggiornamento e un re-launch meno di due settimane fa.

Al momento, il nuovo Marketplace è disponibile solo per la versione mobile in USA, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda: gradualmente verrà poi esteso alle restanti nazioni. Da sottolineare come, il solo annuncio del rilascio del nuovo Facebook Marketplace, abbia causato un calo del 3% nel pre-listino della casa d’aste eBay. Segnale che non è certo attribuibile a un puro caso.

Sebbene la partenza non sia stata delle migliori, le novità introdotte con questo restyling sono davvero importanti: la piattaforma prevede ora un supporto diretto e strutturato per le transazioni tra utenti inserzionisti e utenti acquirenti, senza prevedere commissioni sui pagamenti (ma, dall’altro lato, senza offrire alcuna protezione sugli acquisti) né la possibilità di lasciare recensioni come eBay e Amazon.

Mary Ku, Director of Product Management, spiega che “oltre 450 milioni di utenti visitano ogni mese i gruppi sul social network dedicati alla compravendita” quindi la nuova release di Marketplace ha lo scopo di facilitare queste necessità specifiche, permettendo a chi compra di filtrare le inserzioni per categorie, prezzi e distanza geografica dei venditori.

Chi propone oggetti in vendita invece, dovrà solamente inserire (almeno) una foto, prezzo, descrizione e la propria posizione: dopodiché, basterà attendere i contatti e le proposte di acquisto.

L’icona del nuovo servizio sarà posizionata al centro della riga in basso nell’app mobile (occupando la posizione ora dedicata a Messenger che, invece, si sposterà in alto a sinistra) in modo che sia velocemente individuabile e raggiungibile da tutti gli utenti abilitati a usufruire del servizio (maggiorenni e residenti, appunto, nei Paesi in cui il servizio è disponibile).

Inizialmente, la dashboard di Marketplace verrà popolata da annunci selezionate secondo gli interessi dell’utente, i gruppi che ha visitato, le pagine a cui ha lasciato il ‘like’. Dopo le prime consultazioni, invece, verranno proposte inserzioni sulla base degli articoli visualizzati e gli acquisti effettuati in precedenza.

Aspettiamo con impazienza il rilascio di questo nuovo canale dedicato all’online business… nel frattempo continuiamo a ottimizzare la redditività dei canali già esistenti.

Scopri come potenziare i tuoi canali di business online:
studieremo assieme le strategie più adatte. Contattaci!

12ott

Come trovare clienti e vendere online (anche senza ecommerce)

CreareValore ti invita al suo incontro formativo GRATUITO, riservato a soli 25 partecipanti, per scoprire come scegliere strategia e strumenti in base al tuo settore e creare progetti ONLINE che funzionano davvero.

Le difficoltà nel trovare clienti e introdurre nuovi prodotti sul mercato sono comuni a molte aziende nei settori più diversi.
Aspettare che i clienti vengano da soli in braccio alle vendite non è una soluzione: bisogna adottare un approccio attivo per intercettare il proprio target prima della concorrenza.

Il digital consente di farlo a costi molto più competitivi rispetto ai sistemi tradizionali e, soprattutto, in modo “scalabile”.

– Cosa si vende davvero online in Italia?
– Come fare per trovare nuovi clienti?
– Come creare un piano strategico per la presenza online dell’azienda?

A queste e altre domande risponderà Marco Fontebasso, pioniere del marketing online italiano, in cui opera dal 1999 e AD di Nomesia, la prima società in Italia specializzata nella lead generation online per PMI.

Ti aspettiamo a Bologna, presso il Royal Hotel Carlton, il giorno 19 ottobre 2016 (a partire dalle 17:30)

22set

Moda & accessori: le funzionalità indispensabili per lo shopping online

Accessibilità da smartphone, percorso d’acquisto semplice e fluido, schede prodotto complete: che questi siano i requisiti fondamentali per un negozio online non è più un segreto. Ma quando parliamo di moda, sono tanti gli accorgimenti e le buone prassi da integrare nel proprio e-commerce per offrire un’esperienza d’acquisto unica ed efficace.

CLIENTI SODDISFATTI = MENO RESI

Design web responsive

Nel settore della moda il 45% – 60% dei clienti usa un dispositivo mobile, sia per una consultazione preliminare prima di andare in negozio, sia per effettuare direttamente un acquisto. Fondamentale non essere impreparati e accogliere il potenziale cliente su qualsiasi device con la migliore interfaccia possibile.

Scorrimento infinito

I grandi brand di moda hanno adottato da tempo il cosiddetto “infinite scrolling”, una modalità di caricamento dei prodotti che evita di cambiare sempre pagina per vedere tutti gli articoli presenti in una certa categoria. Ideale per ridurre i clic e facilitare la navigazione, mantenendo il focus sui prodotti.

Filtri, livelli e brand

In un e-commerce con numerosi prodotti disponibili gli utenti non possono fare a meno dei filtri (tipo di prodotto, taglia, colore, ecc.), che permettono di visualizzare solo i prodotti corrispondenti alla ricerca effettuata. 
Gli e-commerce multibrand possono proporre anche una navigazione per marchio, al fine di orientare gli utenti verso i prodotti desiderati e ottimizzare navigazione e conversioni.

Guida alle taglie

Uno strumento utilizzato dal 90% dei negozi on-line. Che tu venda vestiti, intimo, gioielli o cinture, metti a disposizione dei tuoi clienti una guida alle taglie per aiutarli a scegliere l’articolo giusto e ridurre al minimo il rischio di resi.

Composizione dei prodotti

Non esitare a mostrare chiaramente la composizione dei tuoi prodotti (necessaria anche per informare l’utente che soffra di eventuali allergie), i materiali utilizzati e le indicazioni per il lavaggio dei tessuti. Ricorda: più le tue schede prodotto sono dettagliate, meno resi avrai, e, soprattutto, una scheda completa ottimizza l’indicizzazione naturale.

Immagini

Ogni cliente desidera vedere, toccare e provare prima di acquistare. Nell’e-commerce, la vista sostituisce il tatto. È quindi indispensabile proporre: immagini di qualità (almeno due per prodotto), degli zoom per vedere meglio la materia e il colore dei prodotti.
Oltre ai classici still life, prendi in considerazione il fatto di mostrare i tuoi capi o accessori indossati: in tal modo i clienti possono avere una migliore anteprima del prodotto ed essere incentivati all’acquisto.

Label ed etichette per mettere in risalto i prodotti

“Best Seller”, “Preferito”, “In sconto”, “Spedizione premium”: le etichette personalizzabili ti aiutano a catturare l’attenzione dei visitatori a partire dalla home page del tuo e-shop.
 Queste label ti permettono sia di rassicurare il clienti sui materiali con cui il prodotto è fatto (“100% cotone”, “oro massiccio”…), sia di offrire informazioni “flash” su moltissime caratteristiche dei tuoi prodotti e della tua offerta commerciale.

Lookbook

Non limitarti a vendere, ma sii di ispirazione per i tuoi clienti, dando loro un panorama complessivo degli abbinamenti possibili.
 Il lookbook ti permette di fare leva sull’aspetto più emozionale dell’acquisto e di aumentare il carrello medio, in quanto spinge il cliente a scegliere più articoli al posto di un solo capo.

[Prestashop]

09set

Diritto di recesso online: cosa devi sapere

La vendita attraverso e-commerce è sicuramente uno degli strumenti più potenti di cui un’azienda si può avvalere per far decollare il proprio business. E’ fondamentale, però, essere a conoscenza di tutte le implicazioni legali che questo tipo di canale comporta, tra cui una delle più importanti è il diritto di recesso.

Nel nostro Paese questo aspetto normativo è regolato dal Codice del Consumo, che accorda specifiche tutele al consumatore digitale tenendo conto delle criticità che comportano gli acquisti online, in particolare l’impossibilità di esaminare immediatamente il prodotto.

Vediamo insieme quali sono gli aspetti da tenere in considerazione.

  • Il consumatore ha diritto ad esercitare il recesso anche senza giusta causa?

Sì, il legislatore ha accordato un lasso di tempo per esercitare questo diritto, che non può essere inferiore ai 14 giorni, decorrente dalla data di consegna del prodotto. Come si accennava, questa opportunità viene concessa in quanto l’acquirente non ha la possibilità di vedere il prodotto al momento dell’acquisto e può approfittarne anche se l’oggetto è privo di difetti o vizi di conformità.

  • Il diritto di recesso si applica a tutti i tipi di prodotti?

No, il legislatore ha previsto nell’art. 60 del Codice del Consumo tutti quei prodotti per cui è escluso il diritto di recesso. Parliamo di prodotti personalizzati o realizzati su misura oppure di quelli che sono soggetti a rapido deterioramento o ancora di quei beni che sono consegnati sigillati e che non possono essere restituiti, una volta aperti, per ragioni igieniche o comunque legate alla salute.

  • Come si esercita il diritto di recesso?

Il cliente deve informare il venditore, prima della scadenza del periodo accordato dalla normativa, della sua volontà di esercitare il diritto di recesso utilizzando il modulo messo a sua disposizione da parte dello stesso venditore oppure presentando una qualsiasi dichiarazione da cui si evince chiaramente la sua volontà di recedere dal contratto.

  • Una volta esercitato il diritto di recesso, entro quanto tempo il consumatore deve restituire il bene al venditore?

Il cliente deve restituire il prodotto senza indebito ritardo o comunque non oltre i 14 giorni dalla data in cui ha comunicato al merchant la sua decisione di recedere.

  • Entro quanto tempo il venditore deve rimborsare il prezzo pagato dal cliente recedente?

Le tempistiche previste dal legislatore, anche in questo caso, sono di 14 giorni dalla data in cui viene informato della volontà dell’acquirente di recedere dal contratto. Ovviamente, il venditore ha la facoltà di trattenere il rimborso fino al momento in cui il cliente non dimostri di aver spedito i beni, a meno che il ritiro non spetti allo stesso merchant.

  • Cosa succede se non informo i clienti del diritto di recesso?

Il venditore è tenuto a rendere note sul sito le condizioni del diritto di recesso, in caso contrario lo stesso verrà esteso di ulteriori 12 mesi oltre ai 14 giorni previsti (per un totale di 12 mesi e 14 giorni) dalla data di consegna dei prodotti. Inoltre, il venditore potrebbe anche incappare in sanzioni di tipo amministrativo da parte dell’Autorità Antitrust Italiana.

  • Il venditore deve rimborsare all’acquirente le spese di spedizione?

Se erano a carico del consumatore, la normativa prevede il rimborso.

  • Chi deve pagare le spese di spedizione del prodotto reso?

In questo caso la scelta è a discrezione del venditore, qualora il bene venga restituito senza giusta causa. In presenza di vizi o difetti di conformità, invece, l’acquirente è sollevato da ogni onere.

  • Cosa succede se l’acquirente ha danneggiato o logorato il bene oggetto del diritto di recesso?

Il consumatore non deve utilizzare né rovinare i prodotti, pena una limitazione nel suo diritto di recesso o di rimborso. E’ comunque unicamente responsabile di una diminuzione del valore del bene dovuta ad un uso diverso da quello necessario per valutare la natura e le caratteristiche dell’oggetto. Nel caso in cui, però, il venditore abbia omesso di informarlo del diritto di recesso, quest’ultimo non è in alcun caso responsabile per la diminuzione di valore del bene.

  • Che normativa occorre applicare in caso di clienti stranieri?

La normativa italiana è allineata a quella degli altri Stati dell’Unione Europea, ma è da tenere in ogni caso presente che la legge applicabile per quanto riguarda il diritto di recesso è quella del Paese del consumatore ed è quindi consigliabile esaminare ogni singolo caso.

13lug

E-commerce mobile: do solo un’occhiata!

Se è vero che la navigazione da mobile sta sempre più spesso sostituendo quella da desktop, i dati sulle modalità di acquisto degli utenti nel 2015 ci indicano che siamo ancora ben lontani dall’utilizzo comune di smartphone e tablet per completare un ordine.

La maggior parte della navigazione da mobile (e quindi della navigazione in genere) viene effettuata su canali social, canali di intrattenimento e informazione, dove si torna quotidianamente. Solamente il 10% del tempo viene impiegato per lo shopping, inteso come ricerca del prodotto, comparazione di prezzi… e ca il 2% nella fase di acquisto vero e proprio.

Questo significa che ancora non siamo pronti, in Italia, ad un vero e proprio e-commerce mobile, ma in ogni caso il mobile influisce moltissimo nel processo decisionale di acquisto.

Sempre i dati relativi al 2015 ci indicano come il 20% del tempo di navigazione venga passato su Facebook (percentuale che ovviamente è inversamente proporzionale all’età dell’utenti) e che il 90% degli utenti controlla quotidianamente la mail (anche grazie alle notifiche).

Social Network e casella di posta sono ottimi canali per raggiungere un target profilato di prospect con azioni di marketing mirate e personalizzate.

Attività di mail marketing, offerte promozionali di retargeting sono strumenti fondamentali per il web marketing di oggi: con una concorrenza sempre più numerosa sia quantitativamente che qualitativamente, non possiamo sprecare risorse nel cercare clienti in superficie ma dobbiamo guidare all’acquisto gli utenti che già abbiamo raggiunto.

Non pretendiamo quindi che un utente, magari con uno smartphone poco performante e dalla connessione lenta, completi un acquisto alla prima visita, ma comprendiamo il suo interesse e cerchiamo di coinvolgerlo nelle successive navigazioni “più comode” e ancora tradizionali.

16giu

Come scrivere una scheda prodotto che funziona

Decidere di aprire un ecommerce è per un’azienda una scelta molto importante e strategicamente indovinata, poiché ormai gli acquisti attraverso i canali elettronici sono in costante crescita. Rimanerne fuori comporterebbe il rischio di perdere significative quote di mercato.

Una volta intrapresa questa strada, però, bisogna cercare di far fruttare al massimo il proprio investimento e questo comporta un impegno nella gestione del sito, con l’obiettivo di promuoverlo, aumentando così il suo popolamento. Ma come si fa? Sembrerà banale, ma un ruolo molto importante in questo processo lo gioca la scelta dei prodotti da vendere e il modo in cui vengono presentati all’utente.

PERCHE’ SCRIVERE LA DESCRIZIONE DEI PRODOTTI

A primo impatto può sembrare un’attività noiosa e di scarsa utilità, in quanto si presume che l’utente già conosca il bene che sta cercando e le sue caratteristiche, ma non è sempre così. E’ vero che oggi i clienti sono sempre più informati, ma lo è anche il fatto che spesso cercano sul web prodotti che non possono “toccare con mano” e quindi hanno bisogno di tutte quelle informazioni che gli permettano di sopperire a questa mancanza.

In particolare, una buona descrizione del prodotto (che comprende i testi, ma anche le immagini e tutte le informazioni ritenute rilevanti) comporta due vantaggi:

  • Aiuta ad aumentare le vendite.

Oltre a permettere all’utente di trovarti più facilmente, un descrizione approfondita lo tranquillizza, facendolo sentire più sicuro sulla qualità del prodotto in oggetto, tanto da spingerlo a completare il processo d’acquisto. Descrizioni poco accurate, infatti, rendono l’utente insoddisfatto e aumentano il rischio di recensioni negative e/o tassi elevati di reso dei prodotti.

  • Permette di aumentare la quota di mercato.

Avere delle pagine di prodotto ben redatte contribuisce ad accrescere la tua presenza digitale e, di conseguenza, le tue vendite. Descrizioni efficaci attirano maggiormente l’attenzione dell’utente, generando più probabilità di vendite e più feedback positivi (che aiutano ad aumentare il ranking del sito). Questo ultimo fattore darà una maggiore visibilità al tuo e-commerce, facendogli guadagnare una quota di mercato maggiore e più conversioni.

DARE INFORMAZIONI

Visto che il cliente del nostro e-commerce non potrà toccare con mano il prodotto prima dell’acquisto, è nostro dovere dargli tutte le informazioni necessarie, illustrandone nel dettaglio caratteristiche e punti di forza: l’obiettivo è quello di coinvolgerlo e convincerlo che il nostro prodotto è quello più adatto per lui.

Nel redigere la descrizione dobbiamo metterci nei panni del cliente e capire quali domande potrebbe porsi al momento di voler acquistare il nostro bene. Dovremmo chiederci quindi:

  • Di quale oggetto si tratta e di cosa è fatto?
  • Che dimensioni ha?
  • Quali sono le sue caratteristiche principali o i suoi segni particolari?
  • Ha una storia degna di essere raccontata?
  • Qual è il metodo di pagamento offerto?
  • Le spese di spedizioni sono comprese o no?

Queste sono solo alcune delle domande che sicuramente un qualsiasi utente medio si porrà al momento di scegliere il prodotto da acquistare, quindi sarà utile per l’azienda anticipare i suoi dubbi in modo da tranquillizzarlo e dargli tutte le risposte di cui avrà bisogno.

Una descrizione efficace, inoltre, non solo predispone il cliente all’acquisto, ma riduce sensibilmente il rischio di reso e tutti i problemi che questo comporta.

RACCONTA UNA STORIA

Gli utenti di internet sono ormai bombardati ogni giorno da pubblicità ed offerte, quindi, per fare in modo che scelgano noi al posto di altri competitor, dobbiamo comunicare al cliente il valore in più che distingue il nostro prodotto dagli altri: è importante raccontarne la “storia”. Perciò nella descrizione diremo qual è la caratteristica più apprezzata, quale potrebbe essere il suo impiego, metteremo in evidenza il valore dell’oggetto in questione ed il risparmio che l’acquirente otterrà comprando da noi.

CHI E’ IL TUO CLIENTE IDEALE?

Capire chi leggerà la descrizione del prodotto è forse la cosa più importante: per vendere occorre, infatti, capire qual è il nostro target, in modo da poterlo approcciare nel modo più idoneo. Utilizzando un linguaggio comprensibile per l’acquirente, questo si sentirà a suo agio e si convincerà più facilmente ad effettuare il suo acquisto con noi.

Lasciamo quindi le caratteristiche tecniche in fondo alla pagina e diamo priorità all’esperienza che il consumatore farà con il nostro prodotto, ai problemi che questo gli risolverà ed ai benefici ad esso correlati.

COSA NON FARE MAI

  • Lasciare le descrizioni incomplete: non bisogna avere paura di dire troppo, anzi, nella descrizione del prodotto possiamo dare sfogo alla nostra capacità di scrittura, cercando di mostrare tutti i suoi aspetti.
  • Non fare la lista della spesa: evitiamo il solito noioso elenco delle caratteristiche dell’oggetto (come ad esempio dei materiali di cui è composto), ma cerchiamo di scrivere una scheda prodotto che sia capace di attrarre e coinvolgere l’utente, utilizzando termini che portino il lettore ad immaginare di toccarlo.
  • Assolutamente no al maiuscolo: nel mondo di internet, è consuetudine ormai evitare di scrivere interi testi in maiuscolo in quanto il messaggio che si vuole trasmettere si percepisce come “urlato”. Meglio dunque optare per il minuscolo, che risulta più cordiale e facile da leggere.
  • Non copiare dal sito concorrente: la descrizione deve essere originale, quindi è assolutamente vietato copiare il testo da un altro sito che vende lo stesso prodotto. Oltre alle motivazioni “tecniche” alla base di questo consiglio (Google penalizza i contenuti copiati), c’è anche una ragione più relazionale: se vogliamo che i consumatori ci scelgano dobbiamo offrirgli qualcosa in più, partendo proprio dalla descrizione del prodotto che sono interessati a comprare.
13giu

Web Reputation: l’importanza di una risposta

Secondo una recente analisi realizzata da una società specializzata nel monitoring dei commenti su Internet, su un campione di oltre un milione di feedback relativi a tutte le merceologie dell’e-commerce italiano le recensioni positive e negative riguardano, nella maggioranza dei casi, spedizioni e assistenza post vendita.

La soddisfazione e l’insoddisfazione dei clienti quindi si giocano molto sugli elementi che non sono immediatamente inerenti il prodotto o l’azienda, ma sono in relazione ad essi.

Un servizio post vendita disponibile, chiaro e presente (soprattutto sui social network) alimenta la sensazione di presenza dell’azienda e il verificarsi di un problema risolto può trasformarsi da una possibile minaccia alla reputazione in una case history di valore.

Allo stesso modo un servizio di spedizioni lento, inaffidabile e poco attento alla merce trasportata produce un disservizio che si ripercuote direttamente sul merchant, nella maggior parte dei casi incolpevole e ignaro, ma responsabile in solido.

Una cattiva recensione per un prodotto arrivato in ritardo provocherà un’eco di risonanza tanto più importante quanto maggiore sarà il tempo che passa dalla critica alla risposta proattiva, con conseguente perdita di credibilità e vendite.

Da ciò deriva che la scelta dei collaboratori, sia interni che esterni, è fondamentale per il successo di un e-commerce: questi aspetti esulano dai normali concetti di web marketing, ma i dati dimostrano la loro importanza nella gestione di una reputazione online.

La comunicazione aziendale in risposta ad una critica deve essere dunque il più possibile celere, evitando che terze parti possano leggere commenti negativi privi di risposta e farsi l’idea di una azienda assente e “colpevolmente impreparata”.

La comunicazione deve rimanere nell’ambito in cui si è generata: se la critica è stata mossa sulla pagina Facebook aziendale, la risposta deve essere mantenuta su tale pagina e deve essere risolutiva, sempre con l’obiettivo di comunicare a chi legge la presa in carico della problematica e l’impegno profuso per la soluzione.

Data la vastità di forum, blog e siti dove poter inserire commenti, positivi o negativi, è utile poter utilizzare strumenti gratuiti adatti per controllare la web reputation: Google News Alert e Talkwalker sono tools molto utili per intercettare le menzioni dei “termini di brand” in tutte le pagine indicizzabili da Google, di cui altrimenti non conosceremmo neanche l’esistenza.

E tu conosci già la tua reputazione online?

10giu

Crazy Web Shopping: la “notte bianca” dello shopping online

Dopo il successo ottenuto dalla All Night Shopping del 2015, Netcomm, il Consorzio del commercio elettronico italiano, ha lanciato un nuovo appuntamento per gli amanti dello shopping virtuale: dalle 18 di sabato 11 giugno fino alla mezzanotte di domenica 12 avrà luogo il Crazy Web Shopping.

IN COSA CONSISTE L’EVENTO

Durante questo periodo di tempo limitato, gli eShopper avranno a disposizione centinaia di prodotti a prezzi davvero convenienti messi in offerta sugli e-commerce delle aziende aderenti all’evento: dalla cosmetica all’arredamento, dall’informatica al mondo dello sport e del tempo libero, saranno tante le offerte disponibili delle più varie categorie merceologiche.

LE NOVITÁ DI QUESTA EDIZIONE

Per rendere l’esperienza dell’utente ancora più agevole, gli organizzatori hanno deciso che gli acquirenti potranno scegliere i prodotti partendo da tre categorie speciali: nuovi arrivi, edizioni limitate e sconti dal 40%. Secondo il Presidente di Netcomm, Roberto Liscia, questa suddivisione faciliterà la shopping experience dell’utente e darà maggior risalto a tutti quei siti che proporranno elementi innovativi e offerte imperdibili.

CHI PARTECIPERÁ

Tanti sono i Brand del commercio elettronico che parteciperanno all’iniziativa, tra cui Euronics, UniEuro, Profumeria Web, IBS, Carrera, Promod, Decathlon e Maxi Sport, ma l’elenco completo è possibile trovarlo sul sito ufficiale della Crazy Web Shopping.

L’evento ha ottime possibilità di rivelarsi un grande successo, come d’altra parte è stata l’edizione dello scorso anno a cui hanno partecipato oltre 150 e-Commerce, registrando 1 milione di € di acquisti (le sessioni totali registrate in occasione dell’evento sono state 660.000).

Hai un e-Commerce e vorresti aderire anche tu a questa versione online della notte bianca? Non devi fare altro che contattare il Consorzio al seguente indirizzo aderenti.cws@consorzionetcomm.it per ricevere tutte le informazioni necessarie.

01giu

E-commerce forum: il ritratto dell’e-commerce italiano

Un appuntamento sempre molto atteso da aziende e professionisti è quello con l’Ecommerce Forum, evento organizzato ormai da qualche anno da Netcomm a Milano per fare il punto della situazione sul commercio online in Italia.

COM’E’ LA SITUAZIONE NEL BEL PAESE

I dati presentati nel corso della giornata mostrano chiaramente come ormai, dal 2010 ad oggi, il mercato elettronico sia cresciuto in maniera determinante nel nostro Paese, dove si prevede che alla fine dell’anno in corso il valore degli acquisti online degli italiani raggiungerà i 19,3 miliardi di euro, segnando un +17% rispetto al 2015.

Secondo la ricerca Net Retail, realizzata da Human Highway, appare evidente, infatti, come la soddisfazione degli acquirenti online sia in crescita, risultando 12,8 milioni gli italiani che effettuano acquisti regolari (almeno una volta al mese) attraverso canali ecommerce.

Questo dato è molto significativo, soprattutto se viene considerato che gli utenti internet in Italia sono ad oggi 30,8 milioni, di cui il 60,9% fa acquisti online (solo nel primo trimestre del 2016 hanno effettuato almeno un acquisto tramite questi canali 18,8 milioni di italiani) ed il 78,7% ha acquistato online almeno una volta.

Tenendo presenti questi risultati, non sorprenderà che gli acquirenti online siano cresciuti, solo nell’ultimo anno, del 14,6% e che nel primo trimestre del 2016 gli acquisti siano stati pari a 62,6 milioni, di cui il 21% da mobile.

QUALI SONO GLI ELEMENTI DETERMINANTI DI QUESTA CRESCITA

Quello che possiamo chiamare come il Nuovo Retail sta crescendo soprattutto grazie ad alcuni fattori:

  1. La crescente familiarità con i servizi online da parte di oltre la metà della popolazione italiana maggiorenne;
  2. L’aumento di banda, anche da mobile, che consente una navigazione più rapida ed agevole;
  3. La diffusione del canale mobile, che sopperisce al declino degli accessi alla rete da PC;
  4. L’aumentare dell’offerta (sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo), ossia più retailer sono presenti nel mercato online, più aumenta l’attenzione ed il numero degli utenti interessati all’acquisto;
  5. La qualità sempre crescente dei servizi di trasporto e consegna (corrieri), che agevola la prassi degli acquisti a distanza.

Questo trend è sintomatico anche del tasso di riacquisto da parte degli utenti (“lo conoscevo già e/o avevo già acquistato”), che è arrivato addirittura a toccare il 62,5%, un forte segnale della fiducia sempre crescente in questa tipologia di mercato.

LE AZIENDE DEVONO IMPEGNARSI DI PIU’

Secondo il Presidente di Netcomm, però, in Italia il numero di prodotti commercializzati attraverso la rete è ancora troppo basso rispetto agli altri Paesi, soprattutto nel settore dell’alimentare, che è quasi assente nei canali online.

Se da un lato il numero di acquirenti online è praticamente raddoppiato, dall’altro le imprese italiane non tengono il passo e non si sono digitalizzate allo stesso ritmo, al contrario di quelle straniere: in Italia solo 40.000 aziende vendono online, contro le 800.000 a livello europeo, di cui 200.000 solo in Francia.

Questi numeri fanno facilmente comprendere come i nostri imprenditori stiano rischiando di perdere grandi quote di mercato, non solo in Italia, ma anche all’estero, mentre dovrebbero aumentare radicalmente la loro presenza online, essendo, soprattutto in questo momento storico, di fondamentale importanza per la loro sopravvivenza.

Tu ti senti pronto per fare il grande passo?

27mag

IL COMMERCIO CONVERSAZIONALE CAMBIERA’ IL MODO DI FARE ACQUISTI

L’unica regola sempre attuale nel mondo del business è quella per cui bisogna essere costantemente presenti nei luoghi frequentati dal nostro consumatore tipo e, se possibile, bisogna arrivarci per primi.

Questo principio è diventato, con il passare del tempo, una vera e propria legge di mercato, ma, se negli scorsi anni bastava essere attivi sui più importanti social network (Facebook, Twitter, Pinterest, ecc.) e rendere il più agevole possibile l’esperienza di acquisto dell’utente tramite smartphone, oggi tutto ciò non è più sufficiente.

E’ stato notato, infatti, che da un paio di anni il luogo dove trascorriamo più tempo sono le app di messaggistica, a discapito delle conversazioni sui social. Su questi ultimi gli utenti continuano a condividere contenuti e a seguire le ultime news, ma è poi tramite le app di messaggistica che prendono decisioni, condividono i propri pensieri e diventano partecipanti “attivi” nelle conversazioni.

Questo aspetto non è passato inosservato e sta portando le chat a diventare uno strumento per il business, da qui il nome di Commercio Conversazionale.

COS’E’ IL COMMERCIO CONVERSAZIONALE?

La definizione è stata coniata da Chris Messina (l’ideatore dell’hashtag) già qualche tempo fa, quando in un post annunciò che il 2016 sarebbe stato l’anno del commercio conversazionale, definendolo come segue:

… il commercio conversazionale (per come lo vedo io) consiste principalmente nell’utilizzare chat, messaggi o altre interfacce linguistiche naturali (come la voce) per interagire con persone, brand, servizi e/o bot che finora non hanno avuto un vero e proprio ruolo nel contesto di messaggistica asincrona bidirezionale.”

Quello che Chris ci vuole dire è che ben presto, entro la fine dell’anno in corso, le comunicazioni B2C avverranno in maniera considerevole tramite messaggi e che in questo nuovo modo di comunicare i BOT copriranno un ruolo importante.

Effettivamente, se osserviamo il comportamento dei colossi del settore messaggistica, possiamo notare come Whatsapp abbia già annunciato il suo ingresso nelle comunicazioni B2C, come aveva già fatto Facebook nel 2015 lanciando Messenger for Business.

Quello che possiamo dedurre da tutto ciò è che i messaggi acquisiranno un ruolo di primo piano nella comunicazione con i clienti.

COME CAMBIERA’ LA COMUNICAZIONE?

Immaginiamo di aprire una qualsiasi app di messaggistica e di scrivere “Ho bisogno di un vestito nero per il prossimo weekend ad un costo inferiore ai 100€” e di ricevere come risposta un messaggio dove si dice “Ecco il vestito nero che fa per te”, con un link ad un prodotto selezionato ad hoc, con la nostra taglia e con le spese di spedizione già calcolate in base al nostro indirizzo, che possiamo direttamente comprare senza uscire dalla conversazione.

Questo è solo un esempio di come potrà svolgersi il commercio conversazionale, ma ciò che appare evidente è che cambierà il processo di acquisto del cliente ed il modo in cui l’azienda si approccia al consumatore finale.

PERCHE’ LA MESSAGGISTICA HA COSI’ SUCCESSO?

Innanzitutto, bisogna dire che la messaggistica si rivela essere un mezzo di comunicazione intermedio tra l’email e la chat: chi scrive presuppone che l’altra persona leggerà il messaggio non appena ne avrà l’opportunità, ma se entrambe le parti sono online potranno instaurare una conversazione in tempo reale (senza contare la possibilità di sapere se il messaggio è stato letto e se l’altra parte è online/offline).

Inoltre, fattore di non poca importanza, è che le conversazioni che avvengono tramite le app di messaggistica sono “a lungo termine”, ossia non partono da zero ogni volta (come nell’email o nella chat), ma continuano sulla base dello scambio avuto precedentemente.

Infine, la comodità di avere in ordine le conversazioni in base alle interazioni più recenti, a prescindere che l’ultimo messaggio sia stato inviato o ricevuto, e questo aspetto differenzia la messaggistica dall’email, dove l’anteprima viene data solo a quelle in posta in arrivo.

Questi elementi rendono la messaggistica un canale comodo e diretto ed è quindi comprensibile che le aziende decidano di trarne vantaggio per migliorare la comunicazione con i propri clienti, instaurando quel rapporto che va al di là del B2C per arrivare ad un B2I (Business to Individual).

COME CAMBIERA’ IL TUO BUSINESS CON IL COMMERCIO CONVERSAZIONALE?

  1. LA MESSAGGISTICA TI PERMETTERA’ DI NON PERDERE I CLIENTI ATTERRATI SUL TUO SITO.

Quando un utente entra nel tuo sito ed inizia una chat per avere delle informazioni, uno dei fattori chiave al giorno d’oggi è la velocità di risposta: più passano i secondi, più aumenta la possibilità che il potenziale cliente si stanchi ed abbandoni il nostro sito per sempre. Questo fattore rischio verrà contrastato dalla messaggistica: l’utente potrà, infatti, decidere il modo tramite cui l’azienda dovrà rispondere alla sua domanda, collegando alla chat l’account di Fb Messenger, Whatsapp o altri, non dovendo rimanere perciò in attesa di una risposta. Potranno quindi esserci conversazioni in tempo reale, ma sarà anche possibile per l’azienda rispondere con calma, rimanendo le risposte efficaci tanto da riportare il cliente sul nostro sito anche una volta che ne sia uscito.

  1. LE APP DI MESSAGGISTICA DIVENTANO ANCHE UN METODO DI PAGAMENTO.

Per evitare che il cliente sia obbligato a tornare al sito per effettuare l’acquisto ed il relativo pagamento, abbandonando così la conversazione e rischiando poi di “perdersi” durante la navigazione ed essere distolto dall’obiettivo principale, le app di messaggistica stanno prevedendo la possibilità di completare il processo direttamente all’interno della conversazione.

Questo servizio in realtà è già disponibile su Facebook Messenger negli USA, dove è possibile appunto effettuare transazioni di denaro all’interno delle conversazioni semplicemente collegando la propria carta di debito. L’ecommerce dell’azienda rimarrà sempre il centro focale del business, ma verrà supportato da altri sistemi per ottimizzare sempre di più le vendite.

  1. POTRAI GARANTIRE UN MIGLIORE SERVIZIO DI ASSISTENZA CON UNO SFORZO MINORE.

Avere uno staff impegnato a rispondere in tempo reale alle domande degli utenti è un costo non indifferente e rischia anche di rivelarsi inefficiente nel momento in cui le richieste diventano troppe da gestire simultaneamente, provocando così l’abbandono del potenziale cliente dal sito.

Il commercio conversazionale permetterà di aggirare il problema, poiché, come abbiamo detto, l’utente non si aspetterà una risposta istantanea nel sito, sapendo che riceverà risposta comodamente in una delle app di messaggistica.

  1. IL RUOLO DEI SOCIAL MEDIA NELL’ASSISTENZA AL CLIENTE PERDERA’ IMPORTANZA.

Questa è una tendenza già in atto, poiché molti utenti considerano troppo lento il servizio e lo giudicano inadeguato a risolvere problemi complessi.

Sarà sempre opportuno mantenere una forma di controllo su quello che succede nelle nostre pagine social, soprattutto per il fatto che probabilmente diverranno un contenitore di eventuali reclami, ma occorre tenere a mente che il loro ruolo verrà mano a mano sostituito dalle app di messaggistica più comode e veloci.

 

Ovviamente siamo solo all’inizio di questa trasformazione, che comunque è già in atto, ma l’azienda deve farsi trovare pronta, cominciando a pianificare fin da ora una strategia per essere tra le prime a beneficiare di questo sviluppo tecnologico.

13mag

Quali sono le principali paure dei nostri clienti? Impariamo a gestirle!

Tutti ci siamo trovati almeno una volta nei panni del consumatore e sicuramente ci è capitato, in maniera più o meno consapevole, di provare un certo timore di fronte all’acquisto di quell’articolo che tanto ci piaceva perché non ci convinceva il sito o magari perché non ci venivano date informazioni sufficienti su pagamento e spedizioni.

Vediamo come possiamo aiutare gli utenti a effettuare un acquisto sul nostro e-commerce in totale tranquillità!

1. I DATI DELLA MIA CARTA DI CREDITO POSSONO ESSERE RUBATI?

Questa è sicuramente la paura che più terrorizza il cliente medio ed è un timore legittimo in quanto, se non si usano dei sistemi di pagamento sicuri, è possibile che un’eventualità del genere si possa verificare.

Cosa possiamo fare per rassicurare il cliente sulla tutela dei suoi dati da parte del nostro e-commerce?

  • COMPRARE UN CERTIFICATO SSL (Secure Sockets Layer): si tratta di un protocollo crittografico progettato per proteggere le operazioni effettuate tramite carta di credito e le informazioni di carattere personale, trasmettendo i dati in modo sicuro e protetto. I clienti si accorgeranno immediatamente che avrai installato un certificato SSL e che quindi hai a cuore la sicurezza dei loro dati poiché, davanti al nome del tuo sito, comparirà il simbolo verde https, al posto del normale http non protetto.
  • INSERIRE I LOGHI DI CARTE DI CREDITO E PAYPAL: anche se il tuo e-commerce non è ancora molto conosciuto, il cliente sarà più predisposto a fidarsi se si accorgerà fin da subito che ti affidi a partner seri.
  • OFFRIRE PIÚ OPZIONI DI PAGAMENTO: ad alcuni utenti non piace comprare tramite carta di credito, quindi sarà sicuramente apprezzata l’opportunità di pagare tramite bonifico o contrassegno. Una piccola accortezza per acquisire un cliente in più.

2. QUESTO E-COMMERCE SARÁ UN VERO NEGOZIO OPPURE NO?

Spesso si sente parlare di negozi online che aprono e chiudono con l’unico scopo di frodare la clientela. É dunque sempre più importante rassicurare il cliente sul fatto che, dietro alla vetrina del nostro e-commerce, esiste una vera e propria realtà aziendale. Come fare?

  • INVESTIRE IN UN BUON DESIGN: un sito curato nei minimi dettagli consente all’utente una migliore navigazione e trasmette l’idea che dietro alla vetrina online ci sia uno staff preparato, competente e serio, pronto ad assisterlo per garantirgli la migliore esperienza di acquisto.
  • ESISTENZA FISICA: è fondamentale e quasi scontato dire che occorre inserire in bella vista sul tuo e-commerce tutti i contatti aziendali come il telefono, il numero verde, la p.iva (obbligatoria), la ragione sociale, la rea, una mappa che consenta di localizzare la sede fisica dell’azienda, le foto della sede e gli orari di apertura.
  • RACCONTARE LA TUA REALTÁ: La pagina del Chi Siamo, o About Us, diventa il tuo migliore alleato nella missione di distinguerti dagli altri competitors. Raccontare la storia dell’azienda, presentare il team di lavoro, citare piccoli aneddoti può fare la differenza nella selezione da parte dell’utente: più sentirà la tua realtà autentica, più tenderà a fidarsi di te.
  • INSERIRE FOTO REALI E DI QUALITÁ AL POSTO DI QUELLE DI STOCK: allo stesso modo di quanto è importante raccontare la realtà aziendale, lo è anche pubblicare foto reali dell’azienda e del proprio staff, in modo da far scorgere all’utente il mondo che c’è dietro alla vetrina del tuo e-commerce.
  • RATING: il sistema delle recensioni è lo strumento più potente che un e-commerce ha per mettersi in buona luce agli occhi dei suoi clienti, quindi è importante mettere in evidenza i commenti positivi di quegli utenti che hanno già acquistato dei prodotti da noi.Un consiglio: evitiamo di cancellare i feedback negativi, poiché accettare eventuali critiche e rispondere al commento cercando di risolvere il problema potrà spesso trasformarsi in un vantaggio che ci aiuterà a guadagnare quella fiducia degli utenti di cui abbiamo bisogno per vendere.

3. NON SONO SICURO CHE IL PRODOTTO MI PIACERÁ

Acquistare online è comodo e piacevole per l’utente, ma il suo evidente svantaggio è quello di non poter toccare con mano il prodotto prima dell’acquisto tanto che, a volte, il cliente pensa quasi di sfidare la sorte nel comprare un oggetto su internet. Il nostro dovere è quello di aiutarlo a compiere la scelta nel modo più consapevole possibile. Come fare?

  • Inserire più di una foto del prodotto da angolazioni diverse (anche in scala), in modo che il cliente possa farsi un’idea abbastanza precisa di qualità e dimensioni;
  • Allegare una scheda tecnica e una descrizione che consenta all’acquirente di valutare se il bene in questione possiede le caratteristiche che ricerca;
  • Permettere di lasciare recensioni sul prodotto, che potranno aiutare gli utenti futuri nell’acquisto.

4. SE L’OGGETTO ACQUISTATO NON MI PIACE POTRÓ CAMBIARLO?

Un aspetto fondamentale per la tua attività di vendita online è il servizio di cambi e resi, che servirà a tranquillizzare il tuo cliente e renderlo più predisposto a effettuare l’acquisto.

É opportuno fare in modo che il servizio sia celere e che i tuoi clienti ne capiscano le modalità (per esempio, se è gratis o a pagamento), facendogli trovare facilmente sul sito una pagina dedicata con tutti i dettagli e le domande ricorrenti.

5. COME FACCIO A SAPERE QUANDO ARRIVERÁ IL PRODOTTO?

Altro tasto dolente dell’acquisto online riguarda la spedizione e i suoi tempi.

Per fortuna, ormai, questo è un problema facilmente superabile grazie ai Corrieri, che permettono di consegnare i prodotti anche in 24h e di tracciare la spedizione, così da tenere i clienti aggiornati in tempo reale sul transito e sul momento di consegna della merce ed evitare eventuali ansie. Se poi si dovesse verificare il caso peggiore, ossia un ritardo o addirittura la perdita del pacco da parte del corriere, sarebbe opportuno dimostrare al cliente l’efficienza del vostro servizio, provvedendo ad eseguire immediatamente un’altra spedizione.

6. SE AVESSI BISOGNO, A CHI POSSO CHIEDERE?

La mancata assistenza è uno degli incubi dell’utente medio che effettua acquisti su internet e che ha paura di non poter chiedere aiuto a nessuno in un eventuale momento di necessità.

Cosa deve fare quindi un buon e-commerce? Ovviamente predisporre degli strumenti che permettano al futuro cliente di sentirsi tranquillo e coccolato.

É molto utile iniziare con una pagina dedicata alle FAQ, ossia alle domande più ricorrenti, che sia facile da trovare lungo la navigazione sul sito e che risponda a tutti quei quesiti che facilmente ci si può porre al momento di effettuare un acquisto online (es. le modalità di pagamento, la politica dei resi, ecc.). Sarebbe, inoltre, opportuno inserire sul sito un numero verde o comunque un contatto telefonico a cui fare riferimento in caso di bisogno e magari anche una chat, tramite la quale possa avere delle risposte in tempo reale. Chiaramente, prima di rendere disponibili questi ultimi due servizi, bisognerà valutare se la struttura aziendale potrà permettersi di tenerli attivi ed efficienti nel lungo periodo.

7. I MIEI DATI PERSONALI POSSONO ESSERE VENDUTI A TERZI?

Ormai è di dominio pubblico che, a volte, l’email che lasciamo per iscriverci a una newsletter o altri dati personali vengono usati per creare liste di dati vendute poi a terzi.

É importante, quindi, rassicurare l’utente sull’uso che farai dei suoi dati sensibili, che dovrà per forza inserire per poter completare l’acquisto. É necessario prevedere una Informativa della Privacy che risponda alle principali questioni ruotanti intorno a questa problematica, come ad esempio: quali dati vengono raccolti, come vengono utilizzati e come vengono condivisi, come possono i clienti entrare e modificarli, come vengono protetti.

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