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28giu

Crearevalore sponsor del Convegno “Food&Grocery in Italia”

Crearevalore ha partecipato come sponsor al Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2017 dell’Osservatorio eCommerce B2C promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, che si è proposto di quantificare il mercato del Food&Grocery online, studiandone le principali caratteristiche e delineando con occhio critico la sua futura evoluzione.

Nel 2017 il Food&Grocery online ha aumentato il suo valore del 37% rispetto al 2016, con un boom della Ristorazione (+66%), tuttavia l’incidenza degli acquisti online è ancora pari al 4% del mercato eCommerce B2c italiano.

“L’Alimentare è la prima voce di spesa nel paniere degli acquisti dei consumatori italiani eppure l’eCommerce in questo comparto non è ancora sufficientemente sviluppato nel nostro Paese” afferma Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano “(…) Stiamo però osservando un cambio di passo riconducibile a diversi fenomeni, come l’avviamento e il potenziamento di iniziative online della grande distribuzione, il consolidamento di interessanti progetti in ambito Enogastronomia, lo sviluppo di servizi innovativi, come il same day delivery, e la rapida espansione del segmento della Ristorazione”.

“In un comparto caratterizzato da offerta molto ampia, elevata complessità di prodotto (deperibilità, fragilità), alta difficoltà delle operations e della logistica e laboriosità del processo di acquisto (elevato numero di pezzi per ordine, domanda ricorsiva), diviene prioritario per gli operatori garantire un’esperienza d’acquisto fluida, semplice ed efficace che riesca da un lato ad attrarre nuovi web shopper e dall’altro a fidelizzare quelli vecchi” afferma Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm Politecnico di Milano. “Innovare e semplificare l’esperienza del cliente significa sia migliorare le presentazioni dei basics (gamma, prezzo e servizio) sia ideare nuovi modelli di business, grazie ad esempio all’integrazione tra canali fisico e online, e utilizzare nuove tecnologie”.

Tre i segmenti identificati e analizzati all’interno dell’Alimentare online: il Grocery Alimentare (prodotti alimentari da supermercato), l’Enogastronomia (prodotti gastronomici e alcolici: vino, birra, liquori e distillati), che si riconferma il primo segmento dell’Alimentare e la Ristorazione (cibo pronto), che ha raggiunto i 201 milioni di euro (+66% rispetto al 2016) con un tasso di crescita doppio rispetto a quello medio registrato nell’Alimentare.

A questo link il comunicato stampa del convegno.

10mag

Le 5 regole per scrivere post di successo!

Vuoi migliorare la tua comunicazione online e sei alla ricerca di spunti per scrivere contenuti coinvolgenti?

Inizia da questi 5 semplici consigli…

1. Scrivere post non eccessivamente lunghi: la lettura sul web è sempre più rapida, spesso non continuativa (a differenza della lettura cartacea). Il segreto è sta nell’esprimere in modo immediato il concetto, come se lo stessi dicendo ad un amico! Anche qui ormai il giro di parole non è più di moda!

2. Immagine evocativa: anche l’occhio vuole la sua parte e una bella immagine è in grado subito di far passare il messaggio che si vuole trasmettere. Il testo poi andrà ad ampliare quello che già si è “detto” con l’immagine.

3. Coinvolgi l’interlocutore: parla come se il lettore potesse risponderti in modo diretto, fai sentire il lettore come parte del discorso. In questo modo non solo gli darai importanza ma lo metterai a proprio agio e lo invoglierai ad una risposta di valore.

4. Comunica chiaramente il tuo obiettivo finale: se vuoi vendere il prodotto dillo apertamente, se vuoi che l’utente rilasci la sua mail chiedigliela. E’ finito il tempo degli specchietti e le allodole ormai non solo sono più smaliziate ma sanno perfettamente dove vuoi andare a parare!

5. Offri qualcosa: il tempo e l’attenzione che richiedi al lettore vanno ripagati. Che sia un contenuto di qualità, uno storytelling interessante, un coupon sconto, una esperienza esclusiva… offri un valore aggiunto che possa muovere una impressione positiva. La prima impressione, se non seguita da catastrofi successive, rimarrà per tutto il rapporto.

19apr

Anche in Italia sbarca Apple Pay: rivoluzione nei pagamenti digitali

Debutterà a breve in Italia il servizio Apple Pay, che consente pagamenti in negozio, su app e sul web tramite l’ausilio di dispositivi Apple quali iPhone, Apple Watch, iPad e Mac.

L’azienda di Cupertino ha finalmente reso disponibile sul sito italiano la pagina ufficiale del sistema di pagamento digitale, non dichiarando tuttavia la data ufficiale di rilascio.
É facile ipotizzare che, in un futuro ormai prossimo, tutti gli utenti dotati di iPhone, Apple Watch o iPad potranno pagare negli esercizi predisposti direttamente con Apple Pay, senza dover più tirare fuori il portafogli.
Il sistema consente infatti di effettuare pagamenti avvicinando al terminale del negozio il proprio dispositivo (cui è stata associata una carta di credito o di debito) e premendo il dito sul sensore Touch ID disponibile su iPhone, iPad o Mac (l’Apple Watch richiede il doppio click del tasto laterale).
 


Ma i pagamenti con Apple Pay entreranno in gioco anche nell’e-commerce, semplificando di gran lunga i tradizionali passaggi del processo di acquisto online.


 
Oggi, nonostante quasi la metà del traffico complessivo provenga da dispositivi mobili, la maggior parte degli ordini avviene ancora da desktop, dove è più semplice effettuare il pagamento.
Ma le ricerche effettuate in USA, dove Apple Pay è già attivo da circa 3 anni, hanno indicato che la media degli utilizzatori di Apple Pay è disposta a spendere di più rispetto a chi usa altri dispositivi mobili, grazie a una “payment experience” veloce e poco invasiva.
Apple Pay potrebbe quindi essere lo strumento che mancava per convertire più facilmente il traffico mobile in vendita effettiva attraverso un solo “touch”, pari a una transazione.

Per il momento il sistema sarà attivo su carte di credito Mastercard e Visa e le prepagate emesse da Unicredit, Carrefour Banca e Boon, che saranno sicuramente seguiti da molti altri player.

Se sei il proprietario di un e-commerce non perdere questa nuova “opportunità digitale”: permetti ai tuoi clienti di pagare con un semplice “tocco” e offri loro l’esperienza d’acquisto più facile, veloce e sicura che abbiano mai sperimentato!

14mar

Velocità di navigazione da Mobile

Parlando di ottimizzazione per un sito mobile non è possibile non pensare a due aspetti fondamentali: la user experience, cioè l’esperienza di navigazione di un utente e la velocità di caricamento delle risorse.

Quando viene costruito un layout grafico di un sito, la sua modalità di utilizzo nella versione Mobile deve essere oggi anteposta alla sua resa da desktop. Il tormentone “Mobile First”, infatti, descrive il superamento effettivo della navigazione da mobile rispetto a quella tradizionale, con trend in continuo aumento. Pensiamo solamente che da qui a 2 anni si prevederà la presenza in casa di almeno due device mobili sempre connessi, con un numero di persone sempre crescente che avranno a disposizione uno smartphone per navigare. (fonte Google)

I tempi di caricamento delle risorse da smartphone influiscono con percentuali consistenti sulle performances del sito, soprattutto per quanto riguarda gli e-commerce.

Google stesso ci suggerisce che il 40% delle persone non sono disposte ad aspettare più di 3 secondi per l’apertura di una pagina e un utente su due sceglie di tornare a navigare lo stesso sito solamente se i tempi di caricamento sono rapidi.

Il motivo principale di rinuncia alla navigazione è infatti l’eccessivo tempo di attesa del caricamento delle pagine (ragione per cui sempre più persone pensano a pagine AMP anche per siti non strettamente legati alla diffusione di informazioni): se pensiamo inoltre che la maggior parte delle vendite ancora vengono effettuate grazie alla navigazione cross device (cerchiamo i prodotti con device mobile e acquistiamo poi da desktop) comprendiamo l’importanza di ottimizzare il sito per permettere la migliore navigazione possibile.

Sempre Google ci indica l’impatto che 1 solo secondo di attesa determina sulle performance di resa.
velocità di caricamento delle pagine

  • aumento del bounce rate del 8,3%
  • riduzione del tasso di conversione del 3,5%
  • riduzione della portata del carrello del 2,1%
  • riduzione delle visualizzazioni di pagina del 9,4%

I tempi di caricamento delle risorse e la conseguente velocità di navigazione, infine, influiscono anche sul posizionamento delle pagine in serp: Google premia infatti i siti che presentano caricamento rapido, bassa frequenza di rimbalzo e valori alti di numero di pagine visitate per sessione e tempo medio di permanenza sul sito.

Comprendiamo quindi l’importanza di avere un sito che sia ottimizzato innanzitutto per la navigazione da Smarphone e Tablet: cambiando rapidamente le modalità di ricerca, acquisto e navigazione in generale, chi non è in grado di adeguarsi (e talvolta precorrere) i cambiamenti è destinato ad essere solamente spettatore del successo degli altri.

03feb

Il customer care passa dai social media: statistiche e tendenze

Ora più che mai, i clienti stanno canalizzando i loro problemi attraverso i social media.

Solo per mostrare quanto sia alta la posta in gioco, condividiamo alcune statistiche-chiave relative al Social Customer Care.

– 1 utente dei social media su 3 preferisce utilizzare i social come servizio di customer care invece che il telefono o la mail;

– circa il 67% dei consumatori utilizza social networks come Twitter e Facebook per cercare una soluzione a eventuali domande o problemi riscontrati nell’utilizzo di un determinato servizio online;

– i clienti tendono a spendere il 20-40% in più sui siti delle aziende che rispondono ai clienti attraverso i social media, possibilmente anche in tempi brevi;

– quasi il 70% dei consumatori afferma di aver usato i social media per questioni relative al servizio clienti almeno in una occasione.

Per sottolineare ulteriormente l’importanza del Social Customer Care, pubblichiamo un’infografica di GO-Globe che mette in evidenza alcune statistiche e tendenze utili a comprendere la diffusione di questo trend.

social-media-customer-service

14ott

Facebook: sfida aperta ad eBay

Facebook Marketplace, il servizio di casa Zuckerberg che mette in contatto venditori e acquirenti, ha subito un radicale aggiornamento e un re-launch meno di due settimane fa.

Al momento, il nuovo Marketplace è disponibile solo per la versione mobile in USA, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda: gradualmente verrà poi esteso alle restanti nazioni. Da sottolineare come, il solo annuncio del rilascio del nuovo Facebook Marketplace, abbia causato un calo del 3% nel pre-listino della casa d’aste eBay. Segnale che non è certo attribuibile a un puro caso.

Sebbene la partenza non sia stata delle migliori, le novità introdotte con questo restyling sono davvero importanti: la piattaforma prevede ora un supporto diretto e strutturato per le transazioni tra utenti inserzionisti e utenti acquirenti, senza prevedere commissioni sui pagamenti (ma, dall’altro lato, senza offrire alcuna protezione sugli acquisti) né la possibilità di lasciare recensioni come eBay e Amazon.

Mary Ku, Director of Product Management, spiega che “oltre 450 milioni di utenti visitano ogni mese i gruppi sul social network dedicati alla compravendita” quindi la nuova release di Marketplace ha lo scopo di facilitare queste necessità specifiche, permettendo a chi compra di filtrare le inserzioni per categorie, prezzi e distanza geografica dei venditori.

Chi propone oggetti in vendita invece, dovrà solamente inserire (almeno) una foto, prezzo, descrizione e la propria posizione: dopodiché, basterà attendere i contatti e le proposte di acquisto.

L’icona del nuovo servizio sarà posizionata al centro della riga in basso nell’app mobile (occupando la posizione ora dedicata a Messenger che, invece, si sposterà in alto a sinistra) in modo che sia velocemente individuabile e raggiungibile da tutti gli utenti abilitati a usufruire del servizio (maggiorenni e residenti, appunto, nei Paesi in cui il servizio è disponibile).

Inizialmente, la dashboard di Marketplace verrà popolata da annunci selezionate secondo gli interessi dell’utente, i gruppi che ha visitato, le pagine a cui ha lasciato il ‘like’. Dopo le prime consultazioni, invece, verranno proposte inserzioni sulla base degli articoli visualizzati e gli acquisti effettuati in precedenza.

Aspettiamo con impazienza il rilascio di questo nuovo canale dedicato all’online business… nel frattempo continuiamo a ottimizzare la redditività dei canali già esistenti.

Scopri come potenziare i tuoi canali di business online:
studieremo assieme le strategie più adatte. Contattaci!

27set

Penguin 4.0 in real time

Il 23 Settembre 2016 Google ha annunciato ufficialmente che Penguin è ora parte del suo core algorithm.

Ma quali sono le novità di cui i SEO dovranno tenere conto alla luce di questa ultima (e definitiva) release?

A differenza dei comunicati precedenti dove si affermava che Penguin veniva “attivato” per penalizzare lo spam all’interno delle serp, oggi la comunicazione è di una sua stabile integrazione: da filtro esterno diventa quindi parte integrante del sistema, in tutti i paesi e in tutte le lingue.

Il fatto di essere in real time permette di comprendere subito se il proprio sito è stato penalizzato e di poter lavorare per eliminare i backlinks nocivi e farlo riconsiderare positivamente senza dover attendere il suo nuovo passaggio.

Probabilmente Penguin 4.0 potrebbe colpire non solo l’intero sito, ma anche sue sezioni nel caso di siti molto corposi e nei casi di link malevoli mirati ad una specifica parte di contenuti.

Da tenere presente che il costante miglioramento dell’algoritmo di Google porterà sempre più a penalizzare link in entrata provenienti da portali generici, magari in lingue diverse dalla pagina di atterraggio e con anchor artificiosi.

Siti verticali sull’argomento e distribuzione uniforme di link in entrata nel tempo (quindi una link building “naturale”) saranno il valore aggiunto di una strategia SEO che, come sappiamo, acquisisce sempre più valore ed è foriera dei risultati più stabili e duraturi.

Creare contenuti di qualità che possano “naturalmente” venire condivisi e divulgati in rete, scegliere strategie di guest posting di livello e controllare sempre la provenienza dei backlinks saranno attività che ci metteranno al riparo da penalizzazioni sempre più frequenti.

22giu

Facebook: cosa è cambiato negli ultimi mesi?

Il social network più famoso della storia dimostra di essere sempre in continua evoluzione: tante sono le novità che negli ultimi mesi sono state messe a disposizione degli utenti e altrettante sono quelle ancora in fase di sperimentazione che potrebbero cambiare per sempre la nostra user experience.

Proviamo a vedere insieme cosa Facebook ha in serbo per noi!

I CANVAS

Sono un nuovo formato introdotto da Fb per la pubblicazione di post e inserzioni pubblicitarie. L’utente crede di cliccare su un link che lo porterà fuori da Facebook, con anteprima e didascalia, e invece il post si apre a pieno schermo, permettendo una navigazione paragonabile a quella di un sito. Il vantaggio per l’utente è la possibilità di navigare tra foto, video e contenuti in maniera molto più rapida, in quanto il caricamento dei canvas è veloce e la navigazione risulta essere più coinvolgente.

Il Canvas può avere differenti formati e contenere:

  • Un’intestazione, che rimane fissa sulla parte superiore;
  • Un blocco di testo di 500 caratteri;
  • Il pulsante con il link al proprio sito web;
  • I prodotti (max 40) collegati al catalogo configurato precedentemente nella pagina FB;
  • Uno o più video (visualizzati sempre in formato verticale);
  • Le foto, che sono il vero e proprio punto di forza, in quanto possono essere visualizzate con la classica modalità statica oppure con il “tocca per espandere”, che adatta l’immagine allo schermo e con le dita si può ingrandire o rimpicciolire, o con “l’inclina per la visualizzazione panoramica”, che adatta l’immagine allo schermo e permette di vedere quelle parti che vanno oltre la larghezza dello schermo ruotando il cellulare verso destra e sinistra.

Sicuramente i Canvas rappresentano uno strumento in più in mano all’azienda per raccontarsi in modi sempre diversi e più accattivanti.

DIRETTE STREAMING

Facebook ha emulato Periscope e da qualche mese permette di realizzare dirette streaming sulla propria piattaforma semplicemente cliccando sull’apposito tasto di avvio streaming. Questo perché ormai il futuro dei social sembra essere la condivisione dell’esperienza e non c’è modo migliore per farlo che far vivere i momenti degli utenti in maniera live.

All’opportunità di usufruire di questo sistema di trasmissione, inoltre, Facebook ha associato anche la possibilità di vedere attraverso una mappa interattiva (disponibile nella sezione Applicazioni) tutti i video trasmessi in diretta in tutto il mondo in un determinato momento.

INSTANT ARTICLES

Disponibili su Facebook da aprile, gli instant articles si rivelano un alleato insostituibile di riviste e blog che condividono i propri contenuti su questo social network in un’epoca in cui ormai la consultazione avviene soprattutto da mobile.

Questa feature consiste essenzialmente nella possibilità di leggere contenuti di tipo editoriale restando dentro l’app di Facebook, senza quindi doverne uscire e aspettare i tempi di caricamento del browser. Una volta aperto l’instant article, sarà possibile mettere mi piace e commentare le foto contenute all’interno. Ovviamente sono previste le opzioni di condivisione, il tutto senza mai dover uscire dal social network.

FOTO E VIDEO A 360 GRADI

Facebook ha annunciato la possibilità di vedere foto e video a 360 gradi sulla sua piattaforma, caricandoli direttamente da pc e da smartphone. Questo nuovo tipo di foto saranno facilmente identificabili sul diario, in quanto avranno un’apposita icona sulla destra e per esplorarle sarà sufficiente muoversi con il cursore del mouse o con il dito nelle varie direzioni.

Ovviamente anche la loro realizzazione non è complessa, in quanto è sufficiente comprare delle telecamerine da agganciare direttamente allo smartphone (ce ne sono alcune intorno ai 30€) e il gioco è fatto!

Questo sicuramente è il futuro della fotografia e le aziende dovrebbero tenerne conto per creare contenuti che aumentino l’interazione con i propri clienti.

FUNZIONE VETRINA

La vera e propria novità ancora in via di sperimentazione è questa: mentre ora per vendere su Fb è necessario servirsi di tab esterne, presto sarà disponibile una funzione integrata che consentirà agli utenti di fare acquisti direttamente dalla pagina fan, senza essere dirottati su siti esterni.

Creare la vetrina sarà semplicissimo, in quanto sarà sufficiente cliccare su Aggiungi Vetrina ed aggiungere i prodotti da vendere. Per ogni ordine andato a buon fine, Facebook riceverà un 2,9% del prezzo dell’articolo a cui si dovranno però aggiungere 30 centesimi. Per il servizio di pagamento, invece, Facebook si appoggerà a Stripe.

13giu

Web Reputation: l’importanza di una risposta

Secondo una recente analisi realizzata da una società specializzata nel monitoring dei commenti su Internet, su un campione di oltre un milione di feedback relativi a tutte le merceologie dell’e-commerce italiano le recensioni positive e negative riguardano, nella maggioranza dei casi, spedizioni e assistenza post vendita.

La soddisfazione e l’insoddisfazione dei clienti quindi si giocano molto sugli elementi che non sono immediatamente inerenti il prodotto o l’azienda, ma sono in relazione ad essi.

Un servizio post vendita disponibile, chiaro e presente (soprattutto sui social network) alimenta la sensazione di presenza dell’azienda e il verificarsi di un problema risolto può trasformarsi da una possibile minaccia alla reputazione in una case history di valore.

Allo stesso modo un servizio di spedizioni lento, inaffidabile e poco attento alla merce trasportata produce un disservizio che si ripercuote direttamente sul merchant, nella maggior parte dei casi incolpevole e ignaro, ma responsabile in solido.

Una cattiva recensione per un prodotto arrivato in ritardo provocherà un’eco di risonanza tanto più importante quanto maggiore sarà il tempo che passa dalla critica alla risposta proattiva, con conseguente perdita di credibilità e vendite.

Da ciò deriva che la scelta dei collaboratori, sia interni che esterni, è fondamentale per il successo di un e-commerce: questi aspetti esulano dai normali concetti di web marketing, ma i dati dimostrano la loro importanza nella gestione di una reputazione online.

La comunicazione aziendale in risposta ad una critica deve essere dunque il più possibile celere, evitando che terze parti possano leggere commenti negativi privi di risposta e farsi l’idea di una azienda assente e “colpevolmente impreparata”.

La comunicazione deve rimanere nell’ambito in cui si è generata: se la critica è stata mossa sulla pagina Facebook aziendale, la risposta deve essere mantenuta su tale pagina e deve essere risolutiva, sempre con l’obiettivo di comunicare a chi legge la presa in carico della problematica e l’impegno profuso per la soluzione.

Data la vastità di forum, blog e siti dove poter inserire commenti, positivi o negativi, è utile poter utilizzare strumenti gratuiti adatti per controllare la web reputation: Google News Alert e Talkwalker sono tools molto utili per intercettare le menzioni dei “termini di brand” in tutte le pagine indicizzabili da Google, di cui altrimenti non conosceremmo neanche l’esistenza.

E tu conosci già la tua reputazione online?

10mag

Messenger Code: cosa sono e come si utilizzano i nuovi codici di Facebook

In principio era il QR Code, che puntava a creare un nuovo sistema di connessione diretta. Ci provò anche il colosso cinese WeChat, con discreti risultati, fino all’attuale Snapchat, dove ogni utente possiede uno sticker che, scannerizzato, permette di aggiungere amici al proprio profilo.

Insomma, non siamo nuovi ai tentativi di facilitare l’interazione tra utenti, ma quando il player in campo è Facebook, possiamo star sicuri che questo cambiamento influenzerà non poco il nostro modo di relazionarci agli altri, siano essi persone o brand.

Partiamo dalle basi: dove trovo il mio codice Facebook?

Se non hai idea di cosa sia un codice Facebook, vai nella sezione “io” della tua App Messenger: troverai la tua immagine profilo circondata da simpatici “geroglifici”, unitamente a un indirizzo univoco che ti identifica del tipo m.me/nomeprofilo
Se invece sei admin di una Facebook Page, trovi il codice della tua pagina nella sezione “Messaggi”, da cui puoi scaricarlo in diversi formati.

Come si utilizza il codice?

Tramite l’app Messenger del tuo smartphone punta la fotocamera verso il codice per effettuarne la scansione: verrà avviata istantaneamente una conversazione (chat) su Messenger, sia con profili che con Fan Page.
Un modo molto rapido e semplice per facilitare le conversazioni dirette.

Se gestisci una Facebook Page, puoi configurare una serie di risposte automatiche per relazionarti con le persone che ti inviano un messaggio: puoi creare risposte istantanee per far sapere alle persone che risponderai presto, ma anche creare un saluto personalizzato per accogliere chi apre una conversazione con te per la prima volta.

Quali vantaggi posso ottenere dall’utilizzo del codice?

La semplicità di poter avviare una conversazione inquadrando il Facebook code apre molti scenari di utilizzo, soprattutto per le aziende che possono:
1) sfruttare la semplicità di un’immagine univoca per incentivare all’interazione anche le persone meno avvezze ai social media;
2) adottare Messenger come ulteriore canale di supporto, assistenza e cura del cliente. Un ulteriore step verso una strategia di Social CRM avanzato.

In che modo posso usare concretamente il codice nella mia comunicazione?

Integrare il Facebook Code nella tua comunicazione significa permettere ai tuo clienti un dialogo più veloce e diretto con la tua azienda.

Potresti rendere interattivi i tuoi presidi stampati decidendo, ad esempio, di integrare il codice:
1) nel materiale informativo della tua azienda (biglietti da visita, brochure, cataloghi, materiale promozionale);
2) in packaging e guide cliente, per offrire una via di comunicazione veloce e immediata;
3) in biglietti o inviti di eventi, per attivare un supporto in tempo reale in prossimità dell’evento stesso.

Sono davvero tante le declinazioni che ogni azienda può studiare in funzione della propria attività, dei servizi e della propensione a mettersi a disposizione dei clienti per supportarli in ogni fase preliminare e successiva alla vendita o all’offerta di un servizio.

Come sempre, Facebook introduce innovazioni alla portata di tutti: sta a te decidere come utilizzarle in modo strategico per dare valore alla tua azienda!

26apr

Scarica il calendario e-commerce 2016: migliore organizzazione, meno stress!

Da qualche anno Prestashop pubblica un strumento semplice quanto utile per aiutare i merchant nel loro lavoro quotidiano.

Disponibile in 7 lingue e personalizzato per 8 paesi (Italia, Germania, Spagna, Stati Uniti, Francia, Paesi Bassi, Polonia e Regno Unito), il Calendario e-commerce consente, a colpo d’occhio, di avere una pianificazione per tutti gli eventi e le promozioni commerciali dell’anno, con suggerimenti interessanti per aumentare il traffico e le conversioni, fidelizzare i clienti, semplificare il lavoro quotidiano.

Ecco cosa troverai:

  • Un consiglio per ogni settimana: per aumentare il traffico o le conversioni, per migliorare l’esperienza utente, per aumentare il carrello medio, per fidelizzare i clienti.
  • Quando e come prepararsi agli eventi commerciali (saldi, Natale, Festa della mamma, San Valentino, ecc.), ma anche per gli eventi speciali del 2016 (Olimpiadi, Europei di calcio, ecc.).
  • I segreti del successo dei competitor: ogni mese un merchant esperto ti darà uno dei suoi saggi consigli. Approfittane!
  • Una selezione di strumenti per semplificare il lavoro quotidiano: per ogni consiglio troverai una selezione di moduli per newsletter, promozioni, gestione del negozio.

Il calendario contiene anche caselle vuote. E sarai tu a riempirle perchè solo tu, meglio di chiunque altro, conosci i tuoi clienti e i tuoi prodotti.

05apr

Email marketing efficace? Contenuti di valore al momento giusto

Potrei utilizzare le email per comunicare con efficacia ai miei clienti?
Che tipo di email inviare per catturare la loro attenzione?
E come misurare il successo della mia iniziativa?

Se almeno una volta ti sei fatto queste domande, sarai sicuramente curioso di scoprire come l’email marketing possa aiutarti a innescare un dialogo efficace con i tuoi clienti attuali e potenziali.

25mar

Psicologia di acquisto applicata al web marketing

Continuiamo il nostro excursus sulle strategie di marketing da applicare agli e-commerce.
Dopo aver discusso nel precedente articolo dell’importanza del contenuto nello sviluppo di strategie di web marketing, oggi ci chiediamo: che cosa spinge l’utente a compiere un acquisto sul TUO e-commerce?I principi della psicologia applicati al web-marketing possono riassumersi in reputazione, consenso sociale, offerta limitata e principio di gratuità.
08mar

L’importanza dei contenuti nello sviluppo di strategie di vendita online

Spesso ci troviamo di fronte a potenziali clienti che manifestano un malcontento nel rapporto con la loro agenzia web nato dalla mancanza di vendite dal loro e-commerce.

Ma cosa ci spinge a preferire un e-commerce rispetto ad un altro?

Il prezzo? Si certamente l’offerta allettante è una ottima leva, ma oramai tra i vari comparatori di prezzo che sovrastano il mercato e l’incognita delle spese di spedizione, notiamo un certo livellamento almeno tra i principali shop online, in quasi tutti i settori di business.

15feb

Valore di un sito dopo il PageRank

Per anni il fattore page rank è stato presente nelle analisi dei SEM di tutto il mondo, punto di partenza per capire come Google stava considerando il nostro sito prima, durante o dopo gli interventi di ottimizzazione.

Il PageRank, come da definizione, era il criterio per il quale Google stabiliva la qualità e la pertinenza di una pagina (e in generale di un sito) per indicizzarla e posizionarla in serp.

Il “voto” che Google dava ai siti – da 0 a 10 – non viene però più aggiornato da più di un anno, una eternità nel web e i criteri di valutazione sono diventati altri, molteplici e maggiormente articolati.

Anche in conseguenza dell’affinamento degli algoritmi di Panda e Penguin, per la penalizzazione dei contenuti di scarsa qualità o duplicati (il primo) e dei link in entrata senza una sensata logica di diffusione virale o con anchor text artificiosi (il secondo), il criterio di giudizio di un sito non poteva rimanere un mero calcolo algebrico, ma si è spostato sul concetto di human trust.

Detto in parole semplici, Google ha capito che i dati di calcolo che utilizzava prima potevano essere manipolati dai SEO e ora si fida di più della capacità di scelta e giudizio del navigatore, che linka siti interessanti, torna sui siti che gli sono stati utili e parla a livello sociale delle risorse di valore: questi criteri fanno si che Big G mantenga elevata l’attenzione sui siti davvero validi, che possano dare valore aggiunto alla query, spostandoli nelle prime posizioni delle sue pagine.

Ora quindi per fare una precisa analisi dello stato di indicizzazione di un sito, soprattutto per comprendere quali strategie seguire per migliorarne il posizionamento, è necessario intrecciare più fattori e fare un accurato studio sia dei dati dell’account webmaster tool e analytics del sito, per valutare lo statao di indicizzazione e l’andamento degli accessi, sia dei principali competitors in serp, per capire punti forti e deboli di ciascuno e impostare le attività di conseguenza.

Uno strumento utile in ogni caso per avere una immediata visione dello stato del proprio sito potrebbe essere l’Open Site Explorer di Moz, con l’interessante voce Authority, cioè un valore numerico compreso tra 0 e 100 che nasce da una stima del posizionamento all’interno della SERP e soprattutto lo spam score, che quantifica la presenza di link spam facendo un calcolo della percentuale di possibilità di penalizzazione.

Molto valido potrebbe essere anche Ahrefs, che oltre a dare un giudizio simile al tool precedente fa una precisa analisi dei link in entrata, dividendoli tra nofollow e dofollow e segnalando le pagine dove essi sono contenuti e i rispettivi anchor text. Questo strumento è fondamentale quando si ha il sospetto di una penalizzazione o di essere sotto attacco di black hat seo e potrebbe evitare di subire penalizzazioni da cui è sempre molto difficile risalire.

25gen

Google Analytics Universal Search

Google sta mandando definitivamente in pensione il codice di monitoraggio Analytics classico (ga.js) a vantaggio del nuovo Google Analytics Universal Search.
Fino ad oggi era possibile scegliere in fase di installazione se utilizzare il classico codice o già adeguarsi al nuovo, più performante, codice che integra in modo più preciso le sessioni e le visite uniche provenienti da desktop, tablet e smartphone.

Dopo diverse notifiche tramite Search Console che suggerivano di adeguare il vecchio codice al nuovo oramai il passaggio sta diventando automatico, con Google che ci informa quando la nostra proprietà Analytics è passata alla nuova versione Universal (la modalità di inserimento del codice o tramite scrittura manuale o tramite plug in è rimasta invariata).

Con questa nuova modalità di tracciamento si ottengono dashboard personalizzatibili, metriche più precise e soprattutto misurazioni cross-device sempre più utili in ambito di una navigazione multi dispositivo sempre più diffusa e utilizzata.

Ad esempio: lo Universal Analytics riesce a identificare come unica sessione la navigazione fatta inizialmente da mobile, con una aggiunta di prodotto a carrello, e completata da desktop con l’effettuazione di pagamento.

Molto utile sarà la possibilità in Universal Analytics di identificare come traffico da diretto gli accessi da Google con key-brand: molto spesso infatti verifichiamo che il traffico da organico rileva accessi con nome dominio o nome brand, che vengono digitati per semplicità di esecuzione sulla stringa di ricerca del browser (o direttamente su Google) anzichè digitare il dominio.
Queste ricerche potranno essere automaticamente filtrate e accorpate nel traffico da diretto, senza alterare la metrica del traffico da organico.

Le esclusioni possono essere fatte anche con gli ip (per un grande e-commerce potrebbe essere comodo escludere dai tracciamenti gli ip dei dipendenti che quotidianamente lavorano sul sito) e possono essere personalizzate le tempistiche di scadenza sessione per analisi più precise in porzioni di tempo predefinito (utile per un lancio di una offerta last minute o per aste online o per A/B test).

In ultimo si ha la possibilità di integrare un plug in di tracciamento e-commerce più avanzato, con il quale sarà possibile verificare direttamente l’efficacia delle azioni di marketing intraprese e decidere strategie e test monitorando quante volte un dato prodotto è stato inserito nel carrello o quante volte è stato visualizzato o abbandonato un carrello….

Maggiore sarà la profondità di analisi che vogliamo ottenere nel nostro sito, maggiore è l’esigenza di uno strumento come Google Analytics Universal Search le cui molteplici sfaccettature e personalizzazioni sono particolarmente indicate per gli e-commerce sempre più evoluti e utenti più esigenti.

22dic

Evoluzione degli e-commerce nel 2016

Il 2015 è stato un anno molto importante per il settore e-commerce con un aumento a doppia cifra in tutti i settori di business.
I grandi giganti della vendita mondiale si sono visti affiancare da siti rampanti che, sfruttando nicchie di mercato e strategie oculate, si sono ritagliati la loro fetta di successo.

Nel 2016 si prevede che la parola d’ordine sarà usabilità, con la UX che sarà messa in primo piano anche rispetto a soluzioni grafiche avveniristiche che però “non risvegliano la forza” necessaria per completare l’ordine.

Gli e-commerce più evoluti e funzionali infatti stanno tutti andando verso una unica direzione che prevede una esperienza di acquisto semplice, il più possibile diretta, multicanale e multidevice.

Il primo obiettivo che turberà il sonno degli sviluppatori sarà quello di una user interface sempre più comune per i vari device, semplificando il più possibile la navigazione e alleggerendo al massimo il caricamento delle schede prodotto per una navigazione da mobile e tablet simile a quella da desk.

Va da se che se un sito non sarà competitivo lato mobile sarà già out, sia per i prospect che per i motori di ricerca.

Questa tendenza però avrà un duplice risultato: se da un lato i siti e-commerce saranno sempre più simili e legati da comuni percorsi di navigazione (quindi dovranno competere sul prodotto, il servizio offerto, marketing e scontistiche), dall’altro gli utenti saranno agevolati nella procedura d’acquisto abituandosi ad azioni ed interazioni ormai note.

L’immagine sarà più importante del testo: a discapito del dictat seo per eccellenza “Content is King” gli ecommerce del 2016 avranno immagini grandi, spesso con possibilità di visionare il prodotto da più angolazioni e con zoom sui dettagli, e le schede prodotto avranno video promozionali brevi inerenti il prodotto o la collezione di riferimento. Inutile sottolineare l’importanza di caricare materiali leggeri, in grado di mantenere qualità senza compromettere l’usabilità.

Ogni utente avrà un’esperienza di acquisto multi-device, con ricerche che iniziano da smartphone e poi continuano su tablet o desktop con la prerogativa di mantenere il più possibile lineare e comune l’esperienza di navigazione.

Fondamentale saranno anche le interazioni con i social network, utilizzati non solo per valutare la serietà del servizio o promuovere i nuovi prodotti, ma sempre di più per completare direttamente gli acquisti. Dalla promozione sui social si passerà alla vendita senza necessariamente passare attraverso il sito, ma avendo una pagina social integrata all’e-commerce.

L’evoluzione della vendita online è continua, inarrestabile e mai come nel 2016 la competizione sarà costruttiva e foriera di nuovi percorsi di sviluppo che avvicineranno costantemente il gap fisico da e-commerce e acquirente.


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10dic

Italiani sempre più digitali: il web fonte primaria di informazioni

Il 49° Rapporto Censis, diffuso da qualche giorno, mostra un panorama italiano sempre più improntato al digital: in costante crescita i media digitali, che influenzano anche l’utilizzo di quelli tradizionali, e in costante calo la carta stampata e i canali di informazione tradizionali.

 

L’utilizzo della rete come canale di informazione, ricerca, valutazione: è questa la fotografia che traspare dai dati diffusi nel Rapporto sullo Stato sociale del Censis, presentato a Roma una settimana fa.

Se la TV rimane il canale più utilizzato (96,7% della popolazione), il digitale fa costanti e continui passi in avanti: il 70,9% utilizza internet in modo regolare, segnando un aumento del 7,4% rispetto all’anno precedente.

I mobile device segnano una crescita del 12,9%, arrivando ad essere utilizzati da oltre la metà della popolazione (52,9%): cifre importanti totalizzate anche dalla web tv (+1,6% di utenze), dalla mobile tv (+4,8%), dalle tv satellitari e dalla smart tv che si collega alla rete (10% degli italiani ne fa uso).

 

Il cosiddetto digital divide rimane marcato e importante: se tra i giovani l’utilizzo della rete arriva al 91,9%, tra gli anziani è ferma ad appena il 27,8%. E ancora: l’85,7% dei giovani utilizza gli smartphone, diffusi solo nel 13,2% degli over 65.

Non da meno i social network: Facebook rimane il social più utilizzato (50,3% della popolazione: 77,4% degli under 30 ed appena il 14,3% degli anziani), YouTube registra una diffusione del 72,5% tra i giovani e del 6,6% tra gli over 65.

 

I consumi tecnologici registrano crescite a doppia cifra: anche in periodo di crisi, gli italiani non eliminano le spese per la fruizione di contenuti e servizi digitali. La spesa per il comparto telefonia è più che raddoppiata nel giro degli ultimi otto anni (dal 2007 al 2015: +145,8%). Altre attività molto diffuse sono la ricerca in rete di informazioni su aziende e prodotti (56% degli utenti), l’home banking (46,2%) e le attività ludiche come ascoltare musica (43,9%, percentuale che sale al 69,9% nel caso dei più giovani) o guardare film (25,9%, tra i più giovani 46%). Gli acquisti su internet coinvolgono il 43,5% degli utenti, ovvero 15 milioni di italiani.

 

Seppur lentamente, quindi, anche l’Italia percorre il digital e si allinea con le tendenze degli altri Paesi occidentali: i media tradizionali sono in perdita costante, sostituiti da portali di informazione e contenuti digitali che offrono grandi vantaggi per l’utente nella risoluzione delle proprie necessità.

Ne consegue che ogni attività deve assolutamente adeguarsi al nuovo panorama, imparando a mostrarsi e a comunicare nel web, per offrire al proprio target un’esperienza all’altezza delle aspettative.

 

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04dic

Lo shopping nel futuro? mCommerce e App

Che il traffico mobile ha superato quello desktop lo sappiamo da tempo: più del 60% degli accessi avvengono da smartphone o tablet, e l’utilizzo di questi dispositivi si sta diffondendo velocemente anche nelle generazioni più anziane.

Non è un mistero e nemmeno una novità, quindi, che oggi le aziende siano chiamate a curare con impegno la propria presenza online, attraverso strategie improntate a presentare e diffondere nella rete il proprio business, il proprio brand, e ad offrire un’esperienza utente adeguata e stimolante.

Un recente studio eseguito da Dynatrace mostra anche di più.

Intervistando oltre 6.300 utenti maggiorenni distribuiti fra Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania e Australia, Dynatrace ha raccolto dati e informazioni sulle loro abitudini e metodologie di acquisto, con particolare focus sulla predisposizione al mobile commerce.

 

Sempre più mobile..

Con l’esplicativo titolo “Coming Back To The Digital Future” il report introduce un’interessantissimo spaccato dell’utente internet medio e in particolare della generazione dei Millennials (18-34), sempre più abituati allo shopping online e in procinto di preferirlo all’esperienza dei negozi virtuali.

Il 42% degli utenti mobile (e ben il 60% dei Millennials) utilizzerà il proprio smartphone o tablet per lo shopping natalizio di quest’anno, e più di un quarto (27%) userà il dispositivo per fare acquisti quando si trova in un negozio in cerca di regali: confronto dei prezzi, lettura delle recensioni e download di coupon saranno le attività più svolte.

Sempre più esigenti..

Un’eccellente user experience è richiesta da sempre più utenti, che dichiarano di propendere per abbandonare l’acquisto se il sito mobile o l’app presentano problemi di navigazione, bug o lentezza nel caricamento.

Inoltre, considerando che circa un terzo (32%) non è disposto ad offrire al brand una seconda opportunità per ritentare l’acquisto, ne deriva che assicurare prestazioni impeccabili durante la navigazione sul sito mobile o sull’app è fondamentale per non perdere grosse fette di mercato.

Ma non è finita qui: il 51% dei Millennials esprimerà il proprio disappunto attraverso i canali social, rischiando di generare un boomerang di recensioni negative che porterebbero il brand ad avere grossissimi problemi di reputation.

Sempre più App!

Infine, le App sono il canale di gran lunga preferito dalla generazione dei Millennials: il 62% dichiara di utilizzare l’applicazione poiché assicura una migliore esperienza di navigazione. Interazione, notifiche e servizi basati sulla posizione dell’utente, oltre naturalmente ai coupon, sono le tecniche più efficaci e più apprezzate che possono garantire al brand di riscuotere ampi consensi dal proprio target di consumatori.

 

Lo studio mostra quindi come il mobile, nel giro di pochissimi anni, si sia profondamente trasformato da engagement channel a transactional channel, delineando per ogni brand la necessità di integrarlo nelle proprie strategie di comunicazione multi-canale.

La rivoluzione digitale sta cambiando i comportamenti dei consumatori, le loro esigenze e aspettative: offrire eccezionali esperienze nel momento e nel luogo del loro bisogno è la strategia fondamentale per generare business e creare valore attorno alla propria brand identity.

25ott

Nuovo accordo tra Google e Yahoo!

Il colosso di Mountain View introdurrà gli annunci pubblicitari all’interno del network guidato da Marissa Mayer.
Molti già si sono spinti a prevedere cambiamenti nelle serp di Yahoo, con ipotesi di “combine” sempre più vicine al modello Page-Brin, ma subito entrambe le parti si sono prodigate nel precisare che gli accordi sono solo relativi agli annunci sponsorizzati e non alle serp, che invece continueranno ad essere indipendenti l’una dai risultati dell’altro e legate solamente agli interventi di ottimizzazione dei SEO e alla qualità dei siti.

Yahoo, forte della consolidata partnership con Microsoft sin dal 2009, sottolinea anche che questo accordo “con la controparte” è complementare e, pur continuando nella operazione di ottenimento di maggiore autonomia nell’esposizione dei risultati rispetto a Bing, non va a lenire i rapporti commerciali preesistenti.

Maggiori opportunità per gli utenti e gli inserzionisti quindi, in un triunvirato che continua ad essere comunque fortemente sbilanciato dalla parte di Big G.

13ott

Google lancia AMP: contenuti editoriali (quasi) istantanei su dispositivi mobile

Meno di una settimana fa, attraverso due conferenze stampa in contemporanea a Ney Work e Londra, Google ha presentato AMP il nuovo progetto open source che mira a offrire contenuti editoriali istantanei ai navigatori mobile.

Si tratta di un nuovo framework che permette agli editori di sfruttare i servizi di cache Google per costruire ed offrire agli utenti mobile pagine estremamente “leggere”, adatte ad una visualizzazione immediata da mobile.

Il codice, come dicevamo interamente open source, è disponibile su GitHub e in versione demo su http://g.co/ampdemo (visita la pagina dal tuo smartphone per vedere l’anteprima), in attesa che venga trasformato in vero e proprio prodotto dall’inizio del prossimo anno.

Ad una prima analisi, AMP può apparire come la risposta di Big G ai Facebook Instant Articles e all’aggregatore Apple News ma, oltre alla sua ‘natura’ completamente free, possiede un’altra caratteristica che lo rende unico: gli editori potranno infatti continuare a rendere disponibili i loro contenuti sui propri server, ma avranno a disposizione le potenti prestazioni della cache di Google per permetterne una distribuzione efficiente.

Google AMP: editoria "istantanea" su mobile

Nato dai lavori dell’associazione DNI [Digital News Initiative], fondata la scorsa primavera e che raccoglie fra gli altri diverse testate giornalistiche internazionali (La Stampa è l’unica italiana), il progetto AMP verrà nei prossimi mesi ulteriormente sviluppato su “tre differenti aree: contenuto, distribuzione e advertising“, come comunica David Besbris, Vice President Engineering Search di Google.

L’obiettivo è quello di supportare una vasta gamma di formati, reti e tecnologie pubblicitarie, lasciando agli editori stessi i ricavi e il traffico realizzati: “Ogni sito che utilizzerà l’AMP HTML manterrà la possibilità di scegliere il network pubblicitario, così come formati che non penalizzino l’esperienza mobile. Anche il supporto degli abbonamenti e dei paywall è una componente strategica del progetto“.

 

Che dire? Questo è un nuovo ulteriore passo in avanti verso la facilità di fruizione delle risorse e, perché no, della user experience, due criteri divenuti fondamentali per Google e per il mondo del digital marketing già da diverso tempo.

SCOPRI GLI ALTRI CRITERI INDISPENSABILI PER IL TRAFFICO MOBILE: NON LASCIARE FUORI DAL TUO SITO QUESTA GROSSA FETTA DI UTENTI.
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30set

Primer: il digital marketing spiegato (in pillole) da Google

Ancora una volta Google va oltre la classica definizione di “motore di ricerca” per rivendicare la sua leadership in molti altri ambiti, dal business alla didattica.

E proprio a quest’ultima è dedicata Primer, app gratuita e disponibile per Android e iOS che contiene una serie di micro lezioni di marketing non proprio “for dummies”, ma per tutti coloro che vogliano approfondire alcuni temi legati al mobile.

Advertising, Content, Measurement e Strategy sono le quattro aree tematiche che Google insegna, lezione dopo lezione: con una UX impeccabile fatta di elementi grafici chiari e di facile comprensione, gestures intuitive, quiz e test interattivi progettati per mettere alla prova la comprensione dei testi, Primer riesce a creare empatia ed engagement senza ricorrere a chissà quali effetti speciali.

Primer funziona e, parlando di Google, non potevamo aspettarci di meno.
Ma quali sono gli elementi che ne fanno un’App così ben riuscita?

5 cose da ricordare per la nostra prossima app:

  1. contenuti calibrati al device

    le lezioni sono “concentrate” e si possono apprendere in 5 minuti, dunque anche in mobilità;

  2. UX e UI

    interfaccia grafica di grande appeal, ma anche di facile utilizzo. Nessuno sforzo del lettore per capire come interagire con l’app ma, al contrario, gestures semplici e naturali per scorrere gli argomenti, mettersi alla prova con piccoli esercizi pratici, salvare le slides più interessanti e così via;

  3. approccio ludico

    Primer permette di imparare in modo “leggero” e divertente, ammortizzando il crescendo di difficoltà delle micro-lezioni attraverso il “learn by doing”;

  4. personalizzazione

    ogni lettore può creare il proprio percorso di apprendimento in base alle sue attitudini, esigenze e curiosità;

  5. periodicità

    Google promette di aggiungere settimanalmente nuove lezioni, mantenendo viva la curiosità del lettore e incoraggiandolo nell’utilizzo periodico dell’App.

Menzione speciale: storytelling

In ogni suo prodotto, Google è un vero maestro nell’arte di raccontarne l’ideazione, la nascita, gli obiettivi. Poche righe nella sezione about ci catapultano nel cuore di Mountain View, dove pare che i migliori marketers si siano messi al lavoro per aiutarci a costruire il nostro successo.

When people succeed, Google succeeds – potevano forse raccontarcela meglio di così?

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